Di Stefano Vegliani

Si dice che è nei momenti di crisi che bisogna aguzzare l’ingegno, non farsi condizionare e buttarsi in nuove avventure.  Più facile a dirsi che a farsi, ma qualcuno ci riesce. Magari non erano proprio questi i programmi iniziali, ma se pianifichi una startup nel 2020 e scoppia il Coronavirus devi essere agile ad adattarti. Soprattutto se per dare consistenza ai tuoi sogni, al tuo desiderio di indipendenza, avevi lasciato quel posto fisso che oggi sarebbe stato tanto comodo.

Paola Panzera, una vita nel marketing di grandi aziende e Ira Spataro, ex manager nella Grande Distribuzione, dovevano partire alla grande con un progetto legato al mondo del catering: la società si chiama VG che è l’acronimo di Van Gourmet perché tutto il progetto ruotava attorno a dei piccoli van realizzati sul telaio di quelli che trasportano i cavalli, ma arredati con cucine di alta gamma per preparare e servire pasti. Un mezzo adatto per eventi, fiere, sfilate. Un progetto ambizioso, tutto al femminile,  che prevedeva la realizzazione di una flotta di Van da dare in gestione in franchising e magari riuscire poi a esportare il progetto all’estero. In questo momento c’è un solo van pronto che potrebbe essere operativo e uno in allestimento. Molte aziende si sono dimostrate interessate all’idea, ma in tempi di lockdown e distanziamento sociale niente di quello che era stato pensato è realizzabile.

“Ero stanca del posto fisso”, racconta Paola Panzera, ”dopo grandi aziende dove ho imparato molto mi ero buttata in un’avventura con una società più piccola a gestione famigliare, ma alla fine ti scontri con realtà immobili, mentalità chiuse, padri padroni cui spetta sempre la parola definitiva e spesso non valorizzano il tuo lavoro. Mi sentivo bloccata così mi sono buttata in questa iniziativa senza prevedere quello che sarebbe successo”.

Ovviamente la pandemia ha obbligato a cambiare prospettiva, c’erano già alcuni eventi in programma che sono saltati. Però la rete dei fornitori era già stata attivata e quindi le due socie che operano sull’asse Milano (la città di Paola) Jesolo (la città di Ira) hanno pensato di dedicarsi al mondo del delivery. Fino a qui si potrebbe dire nulla di nuovo o di originale, ma il loro delivery non è studiato per il pranzo o la cena, ma per l’aperitivo: il primo rito colpito dai Dcpm con la chiusura dei bar alle 18 (che resiste peraltro solo nelle zone gialle, perché nelle arancioni e rosse tutti i bar e ristoranti restano chiusi tutto il giorno).

“È stata un’evoluzione naturale per adattarsi alla situazione. Ovviamente avevamo già tutta una serie di contatti per mettere a punto il servizio dei nostri Van”, racconta Ira Spataro: “E’ un lavoro che parte da lontano, da prima che incontrassi Paola.  Ho passato un anno a girare per l’Italia alla ricerca di piccoli produttori e artigiani. Due cose sono fondamentali: l’eccellenza nella qualità e la tradizione italiana. Siamo all’opposto del mondo della Gdo dove ho lavorato tanti anni diventando la prima donna con responsabilità in un mondo fino ad allora esclusivamente maschile. L’unico dettaglio che accomuna questa esperienza al mio passato e la verifica sul campo del prodotto: oggi continuiamo a ricevere proposte di  collaborazione, le prendiamo in considerazione tutte, ma poi per fare la scelta andiamo a vedere come funziona l’azienda. Le uniche concessioni straniere che abbiamo sono la cips di verdure artigianali che vengono preparate da un’azienda di giovani in Spagna che coltivano e trasformano. Sono sane, biologiche, dietetiche“. Le cips  sono uno tra gli ingredienti dei kit aperitivo assieme alle praline di grana e cioccolato (Madagascar): un accostamento che può sembrare ardito, ma che Paola e Ira assicurano sia fantastico. Tra i prodotti realizzati apposta per il kit aperitivo, in esclusiva, per esempio ci sono i taralli: è stato chiesto a un forno pugliese di non mettere la polvere di cima di rapa semplicemente per insaporire, ma di utilizzare il vegetale fresco nell’impasto.

A chi non è capitato durante i lockdown di organizzare un aperitivo virtuale incontrandosi su una piattaforma, grazie a kit aperitivo, per esempio, ci si può ritrovare tutti a condividere le medesime prelibatezze, apprezzare lo stesso vino.

Dal sito si possono ordinare diversi tipi di kit, a seconda delle necessità. C’è il kit analcolico, quello vegano, il degustazione con il meglio dei prodotti, quello abbondante per i party, c’è anche una versione natalizia. Sul fronte alcolico si può scegliere birra artigianale o Prosecco Bio. Naturalmente si possono avere anche confezioni su misura, magari per un regalo di Natale.  . Grande importanza viene data al packaging. Le scatole sono in cartone riciclato molto resistente. Il fornitore è specializzato in mobili e accessori di abbigliamento in cartone e ha aderito con entusiasmo al progetto. Le scatole quindi sono riutilizzabili per creare un comodino o una cassettiera. Per ora c’è una sola versione grafica, ma ce ne sono altre sette pronte per un futuro non lontano.

 

www.kitaperitivo.it

 

Stefano Vegliani è stato per 29 anni la voce e il volto degli sport Olimpici per la redazione sportiva di Mediaset e Premium Sport. Ha inseguito Tomba su tutte le piste del mondo per due lustri, ha raccontato la carriera di Federica Pellegrini dalla prima medaglia olimpica nel 2004 allo strepitoso oro mondiale di Budapest. Ha puntato su Gregorio Paltrinieri quando in redazione lo guardavano con aria interrogativa, e non ha mai dimenticato l’iniziale passione per la Vela spiegando la Coppa America da Azzurra a Luna Rossa, e rincorrendo Soldini in giro per il mondo. Vegliani, giovane pensionato da settembre del 2017, ha “partecipato” come inviato a 16 Olimpiadi, l’ultima a Pyeongchang in Corea, impegnato con la squadra di Eurosport. Collabora a Il Foglio Sportivo e al sito www.oasport.it. Maratoneta sotto le quattro ore. Come molti e illustri inviati sportivi ha la passione per il buon cibo. Dopo aver inseguito Tomba assieme a Paolo Marchi collabora con Identità Golose dalla primissima edizione. Inizia oggi la sua collaborazione con il portale online di intrattenimento OaPlus, per il quale curerà ogni settimana una rubrica dedicata all’alta cucina.

 

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