È stato rinviato al 17 febbraio il processo in Ruanda a Paul Rusesabagina, l’albergatore che nel 1994, durante il genocidio dei Tutsi, salvò migliaia di vite, ispirando nel 2004 il film Hotel Rwanda. Oggi infatti durante l’udienza si è collegato via telematica dal carcere, ma l’udienza è stata rinviata perché l’albergatore, accusato di terrorismo, non aveva ancora avuto modo di parlare coi propri legali.

I Tutsi rappresentavano circa il 20% della popolazione, e prima dell’arrivo dei belgi detenevano il potere politico. I colonizzatori alla fine del XIX secolo forzarono la divisione tra i tutsi e gli Hutu, che lavoravano i campi e si occupavano della religioni, aumentando di fatto le tensioni. Gli Hutu presero poi il potere con la rivoluzione del 1959 e iniziarono subito le persecuzioni della minoranza. Ma i fatti del 1994 superano tutte le persecuzioni precedenti per violenza e numero di vittime: le stime riportano tra le 800.000 e il milione di vittime in pochi mesi.

Da allora, da quando cioè ha salvato migliaia di vite nel proprio hotel, Paul Rusesabagina viveva tra Usa e Belgio, ma lo scorso agosto era stato riportato – illegalmente, a detta dei suoi famigliari – in Ruanda, dove gli sono stati imputati 9 capi d’accusa tra cui finanziamento del terrorismo, rapina a mano armata, rapimento, incendio doloso, tentato omicidio, aggressione e percosse.

L’albergatore si è sempre detto molto critico nei confronti del governo ruandese, e in più occasioni ha ammesso di appoggiare il Fronte di Liberazione Nazionale che opera nel paese contro il governo al potere attualmente.

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Crediti Foto: Shutterstock.com


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