L’esito del referendum era già stato preventivato. Il SI’ ha ottenuto il 69,64% dei voti, con un’affluenza di poco meno del 54%. I sostenitori della riduzione del numero dei parlamentari non necessitavano di grandi argomenti per motivare gli elettori. Anni di sfiducia nella politica e nelle istituzioni, insieme alla contrapposizione tra popolo e casta hanno alimentato il valore simbolico del taglio delle poltrone. Il voto non ha mostrato grosse differenze tra Nord e Sud. Se non per l’affluenza alle urne.

Le preferenze per il SI’ non sono scese sotto il 60%, tranne nel caso del Friuli-Venezia Giulia con il 59,57%. Al Sud questa percentuale è salita sopra il 70%, arrivando a sfiorare l’80% in alcune regioni. I giovani si sono mostrati più a favore del NO, rispetto ai loro genitori o ai nonni. Paradossalmente più conservatori, a tutela dello status quo e della Costituzione così com’è. Il caso emblematico è stato quello dei Giovani Democratici, organizzazione giovanile del Partito Democratico, schierati a favore del NO, in netta contrapposizione alla linea del Pd, a favore del SI’.

Foto Valerio Portelli

Alla fine, il taglio dei parlamentari ci sarà, ma non subito. La nuova legge è in vigore, ma non ancora operativa. Saranno necessari 60 giorni per ridefinire i collegi elettorali e il voto non avrà effetti sull’attuale governo. I nuovi numeri (600 parlamentari, anziché 945) saranno rispettati dalla prossima legislatura. Come sottolineato dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti, si apre adesso una stagione di riforme. Bisognerà, infatti, discutere la riforma della legge elettorale e la revisione dei regolamenti parlamentari.

Il taglio dei parlamentari era infatti la meta di un percorso di revisione più lungo. Con la vittoria del SI’ non è stato ancora raggiunto un obiettivo, ma l’esito implica adesso l’accelerazione del resto dei lavori perché la legge sia operativa al più presto. Se i tempi tecnici per discutere e implementare le riforme si allungassero, l’operatività della nuova legge potrebbe risentirne. La differenza di vedute tra il M5s che vede l’esito del referendum come un traguardo e quella del Pd per cui il taglio è solo una prima tappa rischia di ripresentarsi al prossimo step.

 

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Crediti foto: LaPresse

TAG:
Costituzione M5s Pd referendum Si taglio parlamentari

ultimo aggiornamento: 22-09-2020


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