Anche se il Recovery Fund, o meglio il Next Generation EU – come è stato denominato dalla Commissione UE – non è ancora certo, c’è già chi guarda ai 172 miliardi di euro che sarebbero destinati all’Italia. Come i settori del turismo e dell’automobile, quest’ultimo già in crisi prima dell’arrivo della pandemia. Ancora prima della presentazione del piano sul Recovery Fund del 27 maggio, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri aveva avanzato l’ipotesi che turismo e automotive potessero beneficiare delle risorse di un Fondo europeo per la ripresa.

Tuttavia, c’è ancora uno scoglio da superare. Ovvero l’approvazione del piano da parte di tutti i 27 Stati-membri al Consiglio europeo che si terrà il 19 giugno. Nel caso di esito positivo, un altro problema sarebbe quando poter ricevere i fondi. Gran parte delle risorse messe in campo dall’Unione Europea potrebbero essere disponibili solo nel 2021. Ma il settore del turismo e quello dell’automotive, insieme ad altri, stanno risentendo della crisi in questo momento. E il 2021 sembra ancora lontano. Le immatricolazioni di automobili hanno registrato un crollo del 97,5% nel mese di aprile. E anche il turismo non è ben messo. La Confederazione Nazionale dell’Artigianato (Cna) stima una perdita del settore di oltre 40 miliardi nel primo semestre dell’anno. La stagione estiva, infatti, difficilmente potrà accogliere i 25 milioni di turisti internazionali che hanno visitato l’Italia tra luglio e settembre del 2018.

Ma non è tutto. Dall’ultima riunione in video tra il premier Conte, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) e i sindaci delle maggiori città è emerso il rischio bancarotta per diversi comuni. Dunque, anche le amministrazioni comunali guarderebbero alla cifra pensata per l’Italia dalla Commissione UE. Per alcuni comuni la situazione sarebbe davvero grave. Durante la videoconferenza, il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris ha affermato di consegnare le chiavi del Comune a Palazzo Chigi una volta che il default sarà avvenuto. Anche Virginia Raggi, sindaco di Roma, ha detto la sua esponendo il rischio di spegnere le già fioche luci della città di Roma. Servirebbero subito altri 3 miliardi che Conte si è impegnato a garantire. In aggiunta ai 3 miliardi che erano già stati previsti nel decreto Rilancio.

Insomma, i soldi non ci sono ancora, ma sarebbero già “spesi”. In attesa di certezze, il governo potrebbe anche valutare un altro scostamento di bilancio per formulare un nuovo decreto economico che transiti il Paese verso il 2021.

 

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Crediti foto: LaPresse