È di tre giorni fa l’annuncio di Teheran che l’Iran aveva raggiunto il 20% di arricchimento dell’uranio. L’arricchimento dell’uranio è un processo attraverso il quale permette di isolare l’uranio e di eliminarne parte dell’isotopo 238, non adatto alla fissione nucleare. Il risultato finale è un miscuglio tra Uranio-238 e Uranio-235.

Quando questo mix raggiunge una quantità di isotopo U 235 pari all’80%, allora si otterrà la mistura che serve per costruire la bomba atomica. Solitamente, l’uranio arricchito in uso presso le centrali nucleari a fissione è al 3-7%, quindi già il 20% è un chiaro avvertimento agli stati esteri.

Oggi, il portavoce dell’Agenzia iraniana per l’energia atomica, Behrouz Kamalvandi ha dichiarato che l’Iran potrebbe in breve tempo raggiungere il 90% di purezza di isotopo U 235.

“Stiamo studiando le necessità del Paese per arricchire l’uranio oltre il 20%, e, se fosse necessario, saremmo in grado di avviare anche oggi la produzione di uranio arricchito al 40%, al 60% o al 90%. Attualmente – continua il portavoce – utilizziamo le centrifughe Ir1 e possiamo utilizzare in qualsiasi momento anche le nostre nuove centrifughe Ir4, Ir2m e Ir 6”.

A un anno dai tafferugli con Trump, che fecero sì presagire un futuro incerto, ma non sicuramente pandemico, l’Iran torna ad invocare la propria supremazia sul Medio-Oriente, volendo detronizzare, alla fin fine, quegli Stati Uniti che non sono stati mai così poco uniti come in questo periodo e in questi giorni.

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Crediti foto: LaPresse

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Iran Uranio

ultimo aggiornamento: 08-01-2021


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