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Il governo blocchi i licenziamenti. Questo è quello che chiedono a gran voce i sindacati, preoccupati che, parallelamente alla cassa integrazione, il governo non si occupi di trovare un accordo per bloccare i licenziamenti, rischiando di portare nella disoccupazione migliaia di persone che le aziende, visto il calo drastico di lavoro dovuto alla crisi economica, faticano a potersi permettere.

Le richieste dei sindacati: blocco dei licenziamenti

“Non è una minaccia, ma se venerdì si arriva a una soluzione bene, altrimenti se l’idea è che da febbraio si ricomincia a licenziare noi siamo pronti a valutare tutte le iniziative necessarie, fino allo sciopero generale“. Queste sono state le parole del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Gli accordi tra governo e sindacati si sarebbero dovuti raggiungere ieri, ma “Il governo – spiega – ha chiesto una sospensione del negoziato e ci ha riconvocato venerdì pomeriggio, perché vuole tra oggi e domani fare una sua consultazione con le associazioni imprenditoriali del nostro Paese”.

Oggi dunque alle ore 17 è previsto il prosieguo dell’incontro, che, non trovasse un compromesso tra sindacalisti, imprenditori e politici rischierebbe di portare, paralleli alla crisi economico-sanitaria che stiamo vivendo, anzi germogliati da essa, possibili disordini e scioperi in tutta Italia.

La proposta della Cgil, spiega Landini, è che “alle 12 settimane di cassa integrazione” già proposte dall’esecutivo “si accompagni un ulteriore blocco  dei licenziamenti, perché siamo ancora in emergenza”.

Landini parla di ammortizzatori sociali e di “quali politiche messe in campo per un ritorno alla normalità”, normalità che, con i sacrifici economici fatti in era Covid, è lungi da venire.

Gli ammortizzatori del governo

Il governo, in nome di Conte e Gualtieri, ha riunito le varie misure da mettere in campo per fronteggiare la perdita economica dovuta alle restrizioni vegenti. Durante la riunione del 27 ottobre, inerente alle misure economiche a sostegno dei lavoratori, sono stati decisi, tra le altre cose, una proroga della cassa integrazione di sei settimane; l’esonero dal versamento dei contributi (non attivo per il settore agricolo) che sarà del 50% per chi ha subito un calo del fatturato inferiore al 20%, del 100% chi avrà perso più del 20% del proprio fatturato; a cinema, teatri, ristoranti, palestre, piscine indennizzi del 200% rispetto a maggio. A bar, pasticcerie e gelaterie contributi del 150%. Ai ristoranti da un minimo di 5.173 euro a un massimo di 25 mila euro. Infine, 100 milioni a fondo perduto per imprese agricole e ittiche, cancellazione della seconda rata Imu e incentivi di vario genere sulle proprietà e gli affitti.

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Crediti immagine: LaPresse