Per il decimo finesettimana consecutivo, dopo che il 9 agosto scorso in Bielorussia Alexandr Lukashenko è stato rieletto presidente per la sesta volta dal 1994, la gente della capitale Minsk ha riempito le strade per protestare, chiedendo nuove elezioni.

L’oppositrice Svetlana Tikhanovskaya, candidata alle scorse elezioni contro Lukashenko e ideatrice delle proteste per richiedere nuove elezioni, ha condiviso un video trasmesso prima delle proteste, in cui esorta i manifestanti a protestare “pacificamente, ma con insistenza” per ottenere quello che vogliono.

Intanto, la polizia, che per scongiurare altre proteste aveva minacciato di aprire il fuoco sulla folla, ha utilizzato sui manifestanti gli idranti e bloccato con i mezzi pesanti le zone maggiormente affollate dalla protesta.

La Tikhanovskaya dopo il voto è fuggita in Lituania, in autoesilio per la situazione critica che l’avrebbe messa in pericolo di vita, ma ha invitato Lukashenko a dimettersi entro il 25 ottobre, avvertendo che altrimenti avrebbe appoggiato uno sciopero generale.

All’inizio di questa settimana la polizia ha sostenuto che le proteste si stessero radicalizzando e ha avvertito che avrebbe usato le armi letali “se necessario”. Nonostante non si sia arrivati alle uccisioni, ieri oltre cento manifestanti sono stati arrestati, con linee telefoniche bloccate e strade barricate dai camion militari.

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Crediti Foto: LaPresse

TAG:
Bielorussia lukashenko Minsk

ultimo aggiornamento: 19-10-2020


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