Dopo un lungo confronto ieri sera con i rappresentanti delle regioni sulle nuove misure anti Covid, il governo Conte ha deciso e confermato l’intenzione di introdurre nel nuovo Dpcm il divieto per i bar di vendere cibi e bevande da asporto dopo le 18. Fino ad ora le misure restrittive permettevano l’asporto fino alle 22, orario in cui scatta il coprifuoco notturno fino alle 5, mentre il servizio a domicilio è consentito senza limiti di orario: questo con il nuovo provvedimento non cambierà.

Il nuovo decreto entrerà in vigore da venerdì 16 gennaio, dopo l’illustrazione davanti al Parlamento in programma domani 13 gennaio. L’introduzione del divieto d’asporto dopo le 18 sarebbe stata messa sul tavolo per evitare “l’effetto movida” e gli assembramenti fuori dai locali, ma rischia di trovare parecchi ostacoli, visto che va a colpire nuovamente una categoria, quella dei bar ma anche pizzerie, gelaterie e pasticcerie, già pesantemente colpita dalle restrizioni, e che proprio nell’asporto aveva trovato un’ancora di salvezza. Proprio per questo potrebbe essere consentita solo la consegna a domicilio e il divieto potrebbe non riguardare i ristoranti.

Le regioni hanno già espresso diverse perplessità a riguardo per le ricadute che l’introduzione del divieto d’asporto dopo le 18 potrebbero avere sul piano economico e occupazionale.

Bar e ristoranti, da parte loro, sono già sul piede di guerra e minacciano di ricorrere alla ‘disobbedienza civile’ per tutelarsi. Sono numerosi gli esercenti di bar e pizzerie che si stanno mobilitando in queste ore in tutta la Penisola per organizzare manifestazioni di protesta tenendo comunque aperti i propri locali nonostante i divieti imposti dal governo.

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Crediti foto: LaPresse

 

 


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