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Morta una donna punta da una zecca, con l’estate iniziano le scampagnate, ecco come difendersi da questo pericoloso parassita

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I sintomi iniziali si possono confondere con un’influenza, i più a rischio, bambini e anziani

E’ morta in Sardegna dopo 4 giorni di agonia la donna 70enne punta da una zecca. La donna che inizialmente non aveva avuto segni di malessere, aveva semplicemente rimosso il parassita, salvo poi sentirsi male nei giorni successivi a seguito dell’infezione che nel frattempo era avanzata. Ricoverata il 2 giugno, è morta dopo 4 giorni di ricovero, in cui le terapie non hanno dato nessun segno di miglioramento.

Si tratta di rickettsiosi (febbre bottonosa del Mediterraneo), un’infezione accompagnata da febbre e dolori diffusi in varie parti del corpo.  Dal terzo al quinto giorno di incubazione la malattia si manifesta con un esantema maculo-papuloso che interessa anche le piante dei piedi e i palmi delle mani. Questo è il sintomo della vasculite dovuta all’infezione. La febbre bottonosa può portare complicazioni a carico del sistema cardiovascolare, renale e del sistema nervoso centrale. Nei casi non complicati, un trattamento antibiotico riesce a fermare la febbre nel giro di 2-3 giorni.

La zecca è un parassita abituale di cani e altri animali domestici e selvatici (conigli, lepri, ovini, caprini e bovini). Di per sé non sarebbe pericolosa, il pericolo è rappresentato dal vettore, ossia, se prima di pungere un umano aveva punto un animale infetto, la probabilità che insorga la rickettsiosi è molto alta. Trovarsi nel verde, dove normalmente transitano animali domestici e selvatici, è molto rischioso ai fini di essere punti.

Per difendersi da questo parassita, che normalmente quando punge si attacca a delle parti del corpo ben precise (testa, collo, dietro le ginocchia, sui fianchi), è opportuno non addentrarsi in zone dove l’erba è alta e comunque è preferibile indossare abiti chiari per vederla subito nel caso si fosse attaccata agli indumenti. L’Iss raccomanda di “non utilizzare mai per rimuovere la zecca alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati, fiammiferi o sigarette per evitare che la sofferenza indotta possa provocare il rigurgito di materiale infetto e un ulteriore affondamento nella pelle. Bisogna invece afferrarla con una pinzetta a punte sottili, il più possibile vicino alla superficie della pelle e rimuoverla tirando dolcemente, cercando di imprimere un leggero movimento rotatorio“.

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Crediti foto Shutterstock