Foto su Instagram con strizzata d’occhio e l’annuncio di un brano al di fuori del proprio genere di riferimento fanno propendere per un sì, ma…

Cominciamo dai nudi fatti: Mahmood due giorni fa pubblica sul suo profilo Instagram la seguente foto.

A cui Massimo Pericolo risponde in maniera ironica ma non troppo, suscitando la curiosità dei fan.

Entrambi gli artisti sostengono di voler fare un pezzo al di fuori dei loro classici schemi, ma un loro feat sarebbe veramente un cambio così netto?

Partiamo da Mahmood: il cantante italo-egiziano è stato classificato dalla critica con una serie di etichette tutte ugualmente troppo strette per lui; che lo si definisca arab pop, pop d’autore, RnB contemporaneo o persino rap/trap (per alcune sue collaborazioni) lui fa anche altro, e lo fa pure bene. Pensiamo al brano “Soldi”.

Collaborazione riuscitissima con un produttore di hit rap/trap come Dardust, “Soldi” è un brano che testualmente rivanga gli stereotipi trap per parlare di un rapporto complicato con il padre, tema che la Trap per statuto non tratta. La base è un pop con vaghe influenze arabe ma dai ritmi accostabili a certa trap più tendente al pop, tipica di producer come Charlie Charles. Insomma non si può certo dire che Mahmood fin dalla sua folgorante ribalta sanremese non abbia flirtato con il rap, sebbene molto all’acqua di rose.

Per non parlare della sua partecipazione alla celebre “Calipso”, prodotta proprio da Charlie Charles. Latino Trap abbastanza eterodossa, il brano diventa un tormentone dell’estate 2019, non certo secoli fa.

E chi dimentica il feat con il celebre duo rap Gemitaiz & Madman? Anche qui la base è latino (t)rap, non proprio il genere prediletto dal duo salentino, ma nemmeno qualcosa di totalmente fuori le loro corde.

Non vogliamo infierire aggiungendo le collaborazioni con Gué Pequeno, Tha Supreme e Marracash (nell’album “Persona”, non proprio un disco passato sotto silenzio). Se Mahmood quindi ha bazzicato il rap e i suoi protagonisti tricolori in maniera tutt’altro che sporadica negli ultimi due anni, Massimo Pericolo è così lontano dal pop? Non diremmo. La sua Emo-drill ha già pesanti influenze pop (Basti pensare alla famosissima “Sabbie d’oro”).

Poi arriva “Scacciacani”, un brano sicuramente Trap per la base, molto meno per il testo, che percula in maniera molto poco velata gli stereotipi sesso, armi, droga tipiche del movimento. Anche la base a suo modo ha inserti pop, dato che la scuola romana a cui appartiene Ketama ha come cifra stilistica proprio l’intersezione fra trap, pop e indie.

Insomma nemmeno il driller di Varese è proprio a digiuno di brani dai sapori pop, sebbene non abbia mai collaborato con artisti provenienti da quel genere, limitandosi a produrre trap e a collaborare con trapper che hanno nel loro background musicale quel tipo di sensibilità.

Attendiamo con impazienza che uno dei due artisti annunci o smentisca la possibile collaborazione, nel frattempo però sottolineiamo come entrambi abbiano già bazzicato generi che nei loro post su Instagram sostengono esserli “estranei”.

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