Si chiama Iscro e rappresenta una novità assoluta nel panorama lavorativo italiano introdotta dalla nuova legge di Bilancio appena approvata dalla Camera e in attesa del giudizio del Senato, in quanto consentirà di estendere il meccanismo della cassa integrazione anche alle partite Iva. In questi giorni sono stati definiti i parametri per accedervi, che prevedono come cifra rimborsabile una forchetta da 250 a 800 euro mensili per un massimo di 6 mesi. L’entità viene calcolata sulla base di quanto liquidato dall’Agenzia delle Entrate come ultimo reddito. Si tratta di una misura sperimentale per il triennio 2021/2023.

Chi potrà usufruirne?

Tra i requisiti necessari per poter usufruire della Iscro, ci sono la regolarità della contribuzione previdenziale, l’ attività da almeno 4 anni, una perdita reddituale del 50 per cento rispetto alla media degli ultimi tre anni. Non potrà ricevere l’Iscro chi già incassa un trattamento previdenziale, il reddito di cittadinanza o la pensione di cittadinanza. I soldi saranno versati dall’Inps. Lo stanziamento per questa misura da parte del governo è pari a oltre 127 milioni di euro, 70 dei quali per finanziare il primo anno.

 

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Crediti foto: Shutterstock

TAG:
cassa integrazione Iscro Partite Iva

ultimo aggiornamento: 30-12-2020


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