Il premier britannico Boris Johnson ha invitato gli italiani a tornare in Regno Unito con un “tutti benvenuti” pronunciato in italiano durante la conferenza stampa a Downing Street di ieri. Un invito in contrasto con le affermazioni sulla diffusione del virus di Neil Ferguson, epidemiologo dell’Imperial College di Londra e suo ex consulente. Secondo Ferguson il Covid-19 sarebbe – infatti – arrivato in Regno Unito dalla Spagna e in una certa misura dall’Italia.

Rispondendo alla prima domanda concessa alla stampa estera dall’inizio dell’emergenza il primo ministro Johnson si è rivolto a tutti gli italiani che hanno lasciato il Regno Unito durante il lockdown. Attenzione, però, chiunque rientrerà in Regno Unito dall’estero nel corso del mese dovrà osservare un periodo di auto-isolamento di 14 giorni. “Capisco che sia un’imposizione, ma non possiamo correre rischi” queste le parole di Johnson.

Il provvedimento servirà per impedire una nuova diffusione del virus proveniente dall’estero ora il Regno Unito sta registrando il minor numero di contagi da marzo. Il premier ha ricordato di essere in contatto con diversi governi nazionali per l’ipotesi di liberi corridoi di accesso al Paese. Ma per il momento, l’auto-isolamento rimane obbligatorio per i rientri che avverranno almeno fino al 29 giugno.

Secondo l’ex membro del comitato medico-scientifico Ferguson l’adozione anticipata delle misure restrittive in Regno Unito avrebbe ridotto il numero dei contagi e dimezzato quello delle vittime da Covid-19. Invece, allo stato attuale, il Paese conta 40mila vittime certificate da tampone secondo i dati del ministero della Sanità. Mentre per l’Ons – l’istituto di statistica britannico – il numero reale delle vittime sarebbe di circa 50mila.

 

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Crediti foto: LaPresse