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Guerra in Ucraina: adesso la Russia blocca l’accesso a Facebook e a Twitter

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L’autorità russa che regola Internet, la Roskomnadzor, ha deciso di bloccare l’accesso a Facebook, il social network più famoso del mondo, nel Paese. Lo ha reso noto la stessa autorità in un comunicato su Telegram in cui accusa il social network di “discriminare” i media russi. Come riporta AdnKronos , da ottobre 2020 sarebbero stati registrati “26 casi di discriminazione contro i media russi e le risorse informative da parte di Facebook”. Nei giorni scorsi il social di Mark Zuckerberg aveva limitato l’accesso agli account del canale televisivo russo Zvezda, dell’agenzia di stampa Ria Novosti oltre che a vari quotidiani quali Sputnik, Russia Today, Lenta.ru e Gazeta.ru.

Secondo l’autorità di regolamentazione russa, queste restrizioni “violano i principi chiave della libera diffusione delle informazioni e dell’accesso senza ostacoli degli utenti russi ai media nazionali su piattaforme Internet straniere”. Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca, il 24 febbraio, le autorità russe hanno intensificato la pressione contro gli ultimi media indipendenti e sui principali social network. I deputati russi hanno approvato un disegno di legge che punisce con pene fino a 15 anni di detenzione coloro che diffondono “informazioni false sull’esercito”. Roskomnadzor ha anche limitato l’accesso alla Bbc, e l’emittente ha deciso di ritirare tutti i suoi giornalisti dalla Russia. Stessa sorte per la radio e la tv internazionale tedesca Deutsche Welle, per il sito russo indipendente Meduza, per Radio Svoboda e la filiale russa di RFE/RL, a “Voice of America”. Bloccate anche la radio “Eco di Mosca” e la Tv Dozhd, note per tenere posizioni opposte alle scelte del Cremlino.

Il governo di Putin ha bloccato anche Twitter, il social più utilizzato dai media e dai giornalisti per diffondere informazioni e articoli con link e tweet. La stessa azienda aveva spiegato di essere a conoscenza delle restrizioni per alcuni utenti in Russia e di trovarsi al lavoro ” per mantenere sicuri e accessibili i nostri servizi. Crediamo che la gente debba avere un accesso libero e aperto a Internet, cosa particolarmente importante in tempi di crisi “.

 

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Foto: LaPresse