Facebook ha deciso che non permetterà la pubblicazione di post di pubblicità elettorale e quelli che invitano a non votare una settimana prima delle elezioni americane, previste per il 3 novembre. Lo ha annunciato il fondatore Mark Zuckerberg perché preoccupato dei disordini che possono insorgere nel Paese già provato dalle proteste contro i metodi della polizia. Dopo aver pensato all’esperimento su un campione di utenti a cui sarà richiesto di abbandonare Facebook e Instagram per qualche settimana dietro compenso, Zuckerberg affina gli strumenti per garantire una maggiore trasparenza.

A causa delle condizioni anomale in cui si svolgeranno le elezioni presidenziali americane – ne è un esempio il voto via posta – potrebbero essere necessari alcuni giorni, prima di conoscere il risultato della votazione. La paura è che il social media possa essere utilizzato per pilotare le elezioni o per alimentare i disordini negli Stati Uniti. Per questo una settimana prima delle elezioni partirà una sorta di silenzio elettorale, come quello che le emittenti italiane sono tenute a rispettare il giorno prima di una votazione.

I candidati non potranno più pubblicare contenuti politici, mentre i messaggi già in circolo potranno continuare a girare. Questo vuol dire che qualsiasi contenuto pubblicato entro il 27 di ottobre continuerà ad essere accessibile. Le informazioni autorevoli, bollate come tali dal Voting Information Center, compariranno in alto su Facebook e Instagram, “quasi tutti i giorni fino alle elezioni” si legge nel post di Zuckerberg. Saranno inclusi video tutorial su come funziona il voto da casa, tanto contestato dal presidente Trump. Saranno poi segnalati con un’etichetta i post che parlano della vittoria di una o dell’altra parte, prima dell’esito ufficiale.

Anche il numero massimo di persone a cui si potrà inoltrare un messaggio via Messenger in una sola volta sarà rivisto. Come precisato da Zuckerberg, questo è un metodo già testato su WhatsApp in periodi di tensione che si è rivelato efficace per prevenire una cattiva informazione. È un atto di responsabilità che sottolinea Mark Zuckerberg, “serve a proteggere la democrazia”. Al momento del risultato, Facebook collaborerà poi con l’agenzia Reuters e il National Election Poll per dare informazioni autorevoli sullo spoglio.

Ora che i social media hanno un ruolo determinante nel definire l’esito di una votazione, il fondatore di Facebook vuole assicurarsi che gli utenti non vengano influenzati da informazioni distorte, come successe nel 2016. Ma c’è chi pensa che la decisione sia solo fumo negli occhi, nulla di più di una trovata pubblicitaria. Secondo Daniel Kreiss, professore all’Università del North Carolina fatta la legge, sarà sicuramente scovato l’inganno. Chi gestisce la campagna elettorale dei candidati alla presidenza della Casa Bianca – infatti – troverà sicuramente il modo di aggirare il sistema.

 

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Crediti foto: LaPresse