Grande amante della vita, passionale ed energico guerriero, pianista, direttore d’orchestra ma soprattutto compositore. E’ bello ricordarlo così Ezio Bosso, per il suo talento compositivo più che per la sua malattia, di cui lui non amava parlare. La sua musica resterà e con lei una visione articolata ed emozionante della musica contemporanea.

Una lunga di lista di creazioni che si muove tra sinfonie, composizioni per orchestra, duetti, trii, quartetti per archi, composizioni per solo pianoforte e per solo violoncello, balletti, opere liriche (come “Simone e il mago” del 2000) e musica vocale, forse la meno conosciuta ma che riserva sorprese come “Cappotto di legno” su testo di Roberto Saviano per rapper, archi e basso elettrico.

E poi le musiche da film per Gabriele Salvatores come quella intensa e vibrante della pellicola “Io non ho paura” che gli valse il Premio Flaiano 2003, forse il suo vero grande esordio mainstream.

Nella playlist per celebrarlo ecco un accenno a singoli movimenti tratti da concerti, quartetti, composizioni che andrebbero ascoltate nella loro interezza ma che vogliono essere spunti per ulteriori approfondimenti, oltre a brani tratti da colonne sonore da lui composte e interpretazioni di due capolavori della musica classica, come l’ouverture da “Le nozze di Figaro” di Mozart e “Fratres” del compositore estone Arvo Pärt.

Nello specifico in EZIO BOSSO 4ever troviamo l’allegretto “Les chevaliers sans lunette” e il minuetto “Jeux d’enfance!” tratti dalla colonna sonora del film “Rosso come il cielo” di Cristiano Bortone, “Emily’s room” da “The 12th rooms”, le Sinfonie n.1 (“Oceans”) e n.2 (“Under the trees’voices”) con l’Orchestra Filarmonica ‘900 del Teatro Regio di Torino, i Quartetti n.3 (“The Way of 1000 and one comet”) e n.5 (“Music for the lodger”), il Concerto n.1 per violino, archi e timpani (“Esoconcerto”) con la Filarmonica del Teatro La Fenice di Venezia, il progetto “Six breaths” con The London Cellos Ensemble, le “Road Signs variations” e le “canzoni” di “Seasong” con un omaggio alla poetessa Emily Dickinson, intervallate da composizioni singole come “In her name, the Sea rain”, “The sky without sleep”, “Pines and flowers”, “The nights” e “Mechanical dolls” con la collaborazione del  Turin String Quartet e seguite da brani estratti dalle colonne sonore dei film “Quo vadis, baby?” e “Il ragazzo invisibile” entrambi di Salvatores e l’immancabile “Unconditioned (Following, a bird)” presentata anche sul palco del Festival di Sanremo del 2016, momento cruciale che l’ha consacrato anche tra un pubblico più popolare e meno avvezzo alla musica classica o contemporanea.

Eccolo Ezio Bosso in tutte queste note c’è la sua vita, la sua forza e le sue speranze.

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Crediti Foto: LaPresse


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