Derek Chauvin, l’ex agente di polizia che il 25 maggio 2020 aveva ucciso George Floyd, è stato dichiarato colpevole per l’omicidio dell’uomo afroamericano durante un’arresto a Minneapolis, Minnesota.

La giuria ha pronunciato il verdetto martedì pomeriggio (martedì sera qui in Italia). Chauvin è colpevole di omicidio involontario di secondo grado (pena massima 40 anni), di omicidio di terzo grado (pena massimo 25 anni) e di omicidio colposo (pena massima 10 anni).

Per l’esito, però, bisogna aspettare otto settimane: la pena e la condanna che spetteranno a Chauvin saranno decise dal giudice che ha presieduto il processo.

IL PROCESSO CONTRO DEREK CHAUVIN PER L’OMICIDIO DI GEORGE FLOYD

Il processo, iniziato il 29 marzo, aveva ascoltato 45 testimoni. Nei video delle telecamere di sorveglianza si poteva vedere come Chauvin avesse premuto col il ginocchio sul collo di Floyd per oltre nove minuti. Nonostante l’uomo avesse perso conoscenza e gli organi avessero smesso di funzionare, l’uomo non aveva tolto il ginocchio e nessuno degli agenti aveva soccorso l’uomo.

L’avvocato dell’ex agente Eric J. Nelson ha cercato di far leva sul fatto che Floyd fosse sotto effetto di metanfetamine e fentanyl, riconducendo queste sostanze e i problemi cardiaci alle cause della morte, contestando così i risultati dell’autopsia che stabilivano l’omicidio come causa della morte dell’uomo.

Inoltre Nelson aveva chiesto di porre l’attenzione anche sui minuti precedenti la morte di Floyd, in cui l’uomo avrebbe mostrato una “resistenza attiva”.

Nella sua ricostruzione, definiva il comportamento di Chauvin “ragionevole”: secondo lui, dal momento che gli altri agenti – Alexander Kueng e Thomas K. Lane, alle prime armi – non erano riusciti a trattenere un uomo dalla grossa corporatura e sotto effetto di stupefacenti, “un agente di polizia ragionevole dovrebbe fare affidamento sul proprio addestramento e sulla propria esperienza”.

LE PROTESTE DEL MOVIMENTO “BLACK LIVES MATTER”

L’omicidio di George Floyd, avvenuto il 25 maggio 2020, avevano dato via ad una serie di proteste molto ampie da parte della comunità afroamericana statunitense e del movimento “Black Lives Matter”.

L’obiettivo di queste proteste era quello di porre fine alle discriminazioni da parte delle forze dell’ordine e agli omicidi contro la comunità afro.

Il movimento “Black Lives Matter” ha ricevuto supporto da ogni angolo del mondo e da molteplici celebrità dello star system statunitense, come Beyoncé, Alicia Keys.

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