“Alla luce dei nuovi dati emersi e della nuova fase servono misure più stringenti per far fronte al progressivo aumento dei contagi“. E’ quanto chiedono ambienti del Comitato Tecnico Scientifico al governo affinché si giunga a provvedimenti più restrittivi per contenere la curva dei contagi in allarmante crescita. Tra le ipotesi in campo, quella di un coprifuoco alle 22 e la didattica a distanza, almeno per le scuole superiori. E così, proprio in queste ore e su queste nuove misure il premier Giuseppe Conte e il governo stanno ragionando e discutendo, anche duramente, per provare a contenere l’impennata dei contagi che si sta registrando in questi giorni.

Con un Tweet di poche battute Conte ha lanciato un nuovo appello agli italiani: “Rispettiamo le nuove disposizioni, seguiamo le raccomandazioni, facciamo del bene al nostro Paese”. Parole che rivelano la preoccupazione per il dilagare dei contagi e la paura che i provvedimenti appena varati non bastino a scongiurare un altro lockdown nazionale. Nelle conversazioni riservate a margine del Consiglio europeo il presidente del Consiglio ha più volte ribadito di essere “completamente contrario ad una nuova chiusura totale”. Ragionando con scienziati, collaboratori e ministri, tuttavia, il premier si è convinto a valutare altre regole restrittive, sulla falsariga delle norme adottate in Francia. “Il coprifuoco è una cosa molto probabile”, ammettono a Palazzo Chigi: da qui a domani, quando si riunirà il Consiglio dei ministri, un nuovo provvedimento potrebbe imporre a bar, ristoranti e altri pubblici esercizi di abbassare le saracinesche alle 21 o alle 22, con controlli rafforzati e multe per chi non rispetta le regole.

L’epidemia in Italia è in una ‘fase acuta’ e, nel prossimo mese, rischia di raggiungere valori critici in alcune Regioni, secondo il monitoraggio del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità. In 16 Regioni e 2 province autonome l’indice Rt supera 1. Sono 4.913 i focolai attivi, 1.749 quelli nuovi. Aumentano i probabili focolai in ambito scolastico, anche se la trasmissione intra-scolastica rimane complessivamente limitata. Dieci regioni, infine, hanno un rischio alto per la tenuta delle terapie intensive, essendo vicine a superare la soglia limite del 30% posti a malati Covid. In Campania il governatore De Luca ha deciso di chiudere le scuole fino al 30 ottobre e di adottare solo la didattica a distanza.

 

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Crediti foto: LaPresse

 


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