Prosegue nella politica dei sussidi il governo Draghi e per il 2021 il nuovo esecutivo ha deciso di confermare molti bonus previsti dalla Legge di bilancio approvata il 31 dicembre scorso. Fra questi, ci sono il bonus Mamma e del bonus Iscro: il primo destinato alle neo mamme, anche quelle adottive; il secondo, invece, riservato ai lavoratori autonomi muniti di partita Iva, categoria di lavoratori, quest’ultima, particolarmente colpita dalla pandemia da Coronavirus e della crisi economica innescata dai vari lockdown. Si tratta in entrambi i casi di bonus da 800 euro pensati per dare una risposta immediata ai disagi causati dalle misure restrittive imposte dal governo per contenere l’aumento dei contagi. Vediamo ci può richiederli e come fare per ottenerli.

Bonus Mamma: come fare per ottenerlo

Il bonus Mamma, introdotto per la prima volta nel 2017, è stato confermato dalla Legge di bilancio 2021 e si tratta di un aiuto economico rivolto ai neo genitori, che ha lo scopo di promuovere la natalità. Il sussidio, del valore di 800 euro, viene erogato una tantum e non si tratta di un contributo erogato mensilmente. In un primo momento il nuovo governo aveva ipotizzato di sostituire questo bonus con l’assegno unico ai figli, che molto probabilmente non diventerà operativo prima del mese di luglio. Per ottenerlo è necessario presentare domanda all’Inps: è possibile farlo dal settimo mese di gravidanza o dalla nascita. E’ possibile richiedere il bonus anche in caso di adozione o affidamento preadottivo del bambino. Per richiedere il bonus è necessario inoltre essere residenti in Italia ed essere cittadine italiane, comunitarie o non comunitarie.

Bonus per gli autonomi con Partita Iva

Il bonus Iscro (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e operativa), del valore di 800 euro, non è un sussidio erogato una tantum, ma si tratta di una sorta di cassa integrazione per i lavoratori autonomi e per i titolari di partita Iva che siano iscritti alla Gestione Separata Inps. La misura è rivolta a quanti abbiano una partita Iva da almeno quattro anni. I richiedenti devono aver conseguito, inoltre, un reddito non superiore ai 8.145 euro nel corso dell’anno precedente rispetto a quello in cui hanno presentato la domanda. Devono inoltre:

  • svolgere attività di lavoro autonomo;
  • essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
  • il reddito derivante dall’attività autonoma deve aver subito un calo del 50% rispetto alla media dei redditi dei tre anni precedenti.

 

 

 

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Crediti foto: LaPresse

 

 


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