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Dopo lo scandalo, Re Carlo III sarà costretto ad abdicare?
L’arresto dell’ex principe ha riportato la monarchia britannica al centro di una tempesta mediatica senza precedenti negli ultimi decenni. Ecco cosa potrebbe succedere a Buckingham Palace
L’arresto dell’ex principe Andrea (Andrew Mountbatten-Windsor) ha riportato la monarchia britannica al centro di una tempesta mediatica senza precedenti negli ultimi decenni. Il 19 febbraio 2026, giorno del suo 66° compleanno, l’ex duca di York è stato arrestato dalla Thames Valley Police con l’accusa di cattiva condotta in carica pubblica, un reato grave che in teoria può portare all’ergastolo. Dopo 12 ore di custodia, Andrea è stato rilasciato “under investigation”, cioè resta indagato in attesa di ulteriori sviluppi. Re Carlo III ha diffuso una nota ufficiale in cui afferma di aver appreso la notizia «con la più profonda preoccupazione» e ribadisce che «la legge deve seguire il suo corso», sottolineando il pieno supporto alle autorità e la distanza della famiglia reale dal fratello.
Re Carlo III potrebbe abdicare?
L’arresto ha fatto esplodere speculazioni su una possibile abdicazione di Carlo III, soprattutto tra i media e i sudditi britannici. I principali argomenti circolati nelle ultime ore sono:
- Responsabilità indiretta del Re — Se emergessero prove che Carlo fosse a conoscenza di comportamenti scorretti del fratello (soprattutto dopo il 2019, quando già esplose lo scandalo Epstein), alcuni ritengono che il sovrano potrebbe essere costretto a dimettersi per non danneggiare irreparabilmente la Corona.
- Crisi di immagine senza precedenti — Reuters e altri media definiscono questa la peggiore crisi per la monarchia dai tempi dell’abdicazione di Edoardo VIII nel 1936. Il consenso verso la famiglia reale è in calo netto secondo sondaggi.
- Salute del sovrano come “scusa” — Carlo III convive con una forma di cancro diagnosticata nel 2024. A dicembre 2025 aveva annunciato una riduzione delle cure nel 2026 grazie a diagnosi precoce e buoni risultati. Alcuni commentatori (tra cui lo storico Antonio Caprarica) suggeriscono che la malattia potrebbe diventare la motivazione formale per un passo indietro a favore di William.
Tuttavia, la stragrande maggioranza degli esperti reali considera l’abdicazione molto improbabile nel breve periodo:
- Carlo non è personalmente indagato né accusato di nulla.
- Ha già preso misure drastiche: nel 2022 tolse incarichi pubblici ad Andrea, nell’ottobre 2025 gli revocò definitivamente il titolo di principe e HRH, e lo ha sfrattato dalla Royal Lodge.
- La regina Elisabetta II insegnò al figlio a non cedere alle pressioni mediatiche; abdicare significherebbe premiare lo scandalo.
- William, pur spingendo da anni per una linea dura contro lo zio, non sembra intenzionato a forzare la mano del padre in questa fase.
Come finirà?
Al 20 febbraio 2026 la monarchia britannica sta attraversando la crisi più grave dalla Seconda Guerra Mondiale, paragonabile per impatto simbolico solo all’abdicazione del 1936 o alla morte di Diana. L’arresto di Andrea ha messo a nudo ferite mai davvero rimarginate e ha fatto crollare ulteriormente la popolarità della famiglia reale. Re Carlo III, a 77 anni e con la salute migliorata rispetto al 2024, appare però determinato a resistere. Ha scelto la linea della massima distanza dal fratello e del rispetto delle indagini giudiziarie, senza cedere alle voci di dimissioni. L’abdicazione resta uno scenario estremo, discusso soprattutto da tabloid e detrattori della monarchia, ma al momento privo di basi concrete.
La vera domanda non è se Carlo abdicherà domani, ma se la Corona riuscirà a uscire pulita da questa vicenda o se il danno reputazionale diventerà irreversibile.