Potrebbe essere stata una delusione d’amore a spingere Antonio De Marco a uccidere barbaramente con oltre 60 coltellate Daniele De Santis e la sua fidanzata Eleonora Manta. Stando a quanto dichiarato davanti al gip dal 21enne, reo confesso dell’omicidio dei due ragazzi, suoi ex coinquilini nell’appartamento di via Montello a Lecce dove si è consumato l’efferato delitto il 21 settembre scorso, potrebbe esserci un amore non corrisposto alla base del terribile delitto compiuto dall’assassino. Alla domanda del giudice se avesse avuto una delusione amorosa, De Marco ha risposto “Sì, un paio di mesi fa qui a Lecce. Una compagna di corso. Non ci sono uscito, ci frequentavamo nell’ambito universitario, ma lei mi ha detto che dovevano restare amici”. Alla domanda del gip se l’essere stato in qualche modo respinto possa essere un “ingrediente della tua rabbia, Antonio De Marco ha risposto “Sì”.

Non solo. Durante l’interrogatorio, il giovane ha confessato una seconda delusione d’amore avuta qualche anno prima, quando era studente alla Facoltà di Biologia. All’epoca si era invaghito di una ragazza liceale, più piccola di qualche anno, di nome Eleonora. Anche in quel caso il giovane avrebbe dichiarato alla ragazza il suo interesse ma sarebbe stato rifiutato, rimanendoci molto male. A quel punto il pm ha chiesto all’imputato se il fatto che la fidanzata di Daniele De Santis si chiamasse Eleonora come la ragazza che lo aveva respinto dli avesse fatto ricordare la delusione amorosa vissuta anni prima, ma De Marco avrebbe risposto con un secco “No”.

De Marco ha rivelato anche ai magistrati di non aver mai avuto una fidanzata. Da qui forse la sua forte delusione per essere stato respinto per due volte: l’ultima volta due mesi prima di compiere l’atroce delitto di via Montello.

Dagli atti emerge anche che il giovane, nel 2013 e nel 2019, era stato sottoposto a due interventi di artrodesi vertebrale, ovvero una stabilizzazione delle vertebre della zona lombare che lo aveva molto provato e, per questo, su indicazione dei genitori, era andato da uno psicologo di Casarano (Lecce), la sua città. “Ci sono andato solo per un giorno, più che altro per accontentare i miei genitori – ha detto De Marco al giudice -, che dopo il secondo intervento, un giorno, mi hanno visto in preda ad una crisi di pianto e l’hanno associata alla patologia”.

Clicca qui per seguire OA PLUS su INSTAGRAM

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla PAGINA OA PLUS

Clicca qui per iscriverti al GRUPPO OA PLUS

Crediti foto: Facebook


“Puro Minage”, un’edizione extralusso per l’omaggio di Monica Naranjo a Mina a vent’anni dalla prima uscita

Marco Carta assolto in appello per l’accusa di furto alla Rinascente: “E’ stato un incubo, ma sono pronto a tornare a splendere”