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Da Fazio la Ferragni gioca la carta della vittima

Da Fazio la Ferragni gioca la carta della vittima ma non convince. La ripetizione costante della parola “fraintendimento”, le lacrime a comando, il suo ribadire di essere nel contempo un’imprenditrice di successo e un’ingenua sognatrice, dimostrano come gli argomenti per difendere la propria innocenza dalle recenti accuse siano sempre più deboli.

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Da Fazio la Ferragni gioca la carta della vittima ma non convince.
Crediti Foto chiaraferragni instagram

La grande attesa per l’intervista di Chiara Ferragni non ha deluso: da Fazio la Ferragni gioca la carta della vittima. Una carta che a lei e al suo team di comunicazione potrà sembrare un ottimo modo per uscire dal periodo nero di accuse giudiziarie e contratti stracciati dai brand, ma che sembra non funzionare per l’opinione pubblica, che a giudicare dai commenti sui social la ritiene colpevole.

La scelta di essere classificata fra le vittime

Il primo elemento da notare è come Chiara Ferragni abbia scelto (in accordo con Fazio) di apparire in una puntata dedicata alle vittime. Prima dell’apparizione della Ferragni infatti il conduttore ha intervistato Guido Cecchettin (padre di Giulia, vittima di femminicidio) e l’editorialista del quotidiano La Repubblica Massimo Giannini, che ha parlato della tragica situazione degli abitanti di Gaza. L’aver voluto essere messa nello stesso calderone di queste tragedie è una chiara scelta comunicativa e argomentativa che ha generato parecchie perplessità nel pubblico, tanto che sia Fazio che la Ferragni hanno iniziato l’intervista chiarendo che ovviamente quanto capitato all’influencer cremonese non ha la stessa gravità di quanto accaduto a Giulia e agli abitanti di Gaza.

L’argomento centrale dell’intervista è la sincerità, ma le domande erano evidentemente concordate

Guardando al lato tecnico dell’intervista televisiva, è evidente come il conduttore Fazio e la Ferragni avessero concordato prima le domande, tanto che lei le completava e rispondeva prima che lui riuscisse a finire di scandirle. Non che questo copione sia nuovo per le interviste condotte da Fazio, ma il tutto è stato reso grottesco dall’incipit del conduttore che ha iniziato l’intervista sostenendo che la parola chiave dell’intervento della Ferragni sarebbe stata la “sincerità”, a cui lei ha risposto sostenendo che lei in tutto ciò che fa è “autentica”. Al che giustamente il pubblico a casa si è chiesto: come può essere un’intervista concordata “sincera e autentica”?

“Fraintendimento” la nuova parola chiave scelta dalla Ferragni per spiegare i suoi guai giudiziari

Rispetto alle precedenti uscite, la Ferragni da Fazio utilizza un nuovo termine chiave per spiegare le sue recenti disavventure: “fraintendimento”. A detta dell’influencer la magistratura e la stampa hanno frainteso le sue reali intenzioni per quanto riguarda la campagna Balocco, Trudi e Dolci Preziosi. La Ferragni infatti ingenuamente ha sempre creduto nello stretto rapporto fra marketing e beneficienza, che secondo lei è virtuoso: collegare operazioni commerciali a campagne di beneficienza serve a spingere le persone a donare di più. Secondo l’influencer tuttavia prima del caso Balocco che l’ha travolta mancavano regole precise che spiegassero esattamente come collegare in maniera etica e virtuosa marketing e donazione, regole che sono state chiarite con cosiddetto “DDL Ferragni” approvato dalle camere a fine Gennaio. Secondo lei se questo DDL fosse stato approvato prima lei non sarebbe mai stata vittima di fraintedimento e di “errori di comunicazione”, perchéa vrebbe avuto una guida sicura con cui operare, invece di doversi inventare da sola le regole da seguire per portare avanti queste operazioni.

Il “fraintendimento” degli haters

Se “Fraintendimento” è il nuovo cavallo di battaglia scelto dalla Ferragni, bisogna capire cosa intenda esattamente con questo termine. Secondo la Ferragni esistono due tipi di fraintendimento: quello della magistratura e delle stampa, che non hanno capito che le sue intenzioni erano buone ma all’atto pratico lei ha commesso degli errori di comunicazioni e delle ingenuità dovute al fatto che di carattere è spontanea, romantica e sognatrice, e quindi poco propensa a comprendere di tutti quei cavilli e codicilli che regolano il rapporto fra contratti commerciali e donazioni ad enti benefici. Questo fraintedimento sarà risolto nelle aule giudiziarie per quanto riguarda la magistratura, e tramite interviste ad hoc per quanto riguarda la stampa. Esiste però un secondo tipo di fraintendimento molto diverso, che è quello che le preme denunciare: il “fraintendimento” degli haters che, odiandola a prescindere, distorcono tutto ciò che dice e che fa soltanto perché accecati dall’odio. Sono questi haters a portare avanti la narrazione (per lei inconcepibile) che possa aver agito in malafede nell’affaire Balocco, a sostenere che tutto ciò che, è e dice è costruito a tavolino dal suo team di comunicazione, mentre in realtà chi non la odia sa che lei è sempre rimasta la ragazza ingenua e sognatrice dell’adolescenza, soltanto con notorietà e un capitale molto più consistenti di allora.

L’imprenditrice adolescente: il difficile equilibrio fra ingenuità e incompetenza

La domanda che sorge spontanea a questo punto è: come può Chiara Ferragni sostenere di essere rimasta l’adolescente ingenua a sognatrice di sempre dopo aver costruito un impero mediatico ed aziendale (2 aziende con 50 dipendenti e svariati milioni di euro di utile, sottolinea lei stessa)? Come può essere nel contempo un’abile imprenditrice e un’ingenua sognatrice? Qui la sua difesa oggettivamente fa acqua da tutte le parti: nonostante lei ribatta che le due cose possono stare perfettamente insieme, all’ascoltatore rimane l’impressione che lei stia mentendo, perché se fosse rimasta veramente una ragazza ingenua non si sarebbe costruita un impero capace di fatturare milioni. Anche Fazio le fa notare la contraddizione in più di un’occasione, al che alla fine lei risponde: “chi mi conosce veramente mi crede”. Quindi su questo punto l’influencer cremonese chiede all’ascoltatore un atto di fede, ben sapendo che dal punto di vista logico l’argomentazione non regge.

La grande questione: è servita a qualcosa l’intervista da Fazio?

Abbiamo visto che la Ferragni si sia giocata la carta della vittima. Una carta che era già apparsa nelle sue ultime stories su Instagram e che era stata utilizzata nei comunicati stampa nell’ultimo mese. L’intervista da Fazio allora a che è servita? A giudicare dalle reazioni sui social, a nulla. Chi era già convinto della sua innocenza ha avuto conferma della propria posizione, chi la ritiene colpevole ha visto nell’intervista la prova del nove della sua idea. Tutti si attendevano delle rivelazioni inedite sulla sua recentissima crisi matrimoniale con Fedez, ma su questo argomento è stata estremamente abbottonata, rivelando che c’erano già state crisi precedenti e che questa è solamente un po’ più grave, ma che in qualunque caso per entrambi è fondamentale tutelare la privacy e il benessere dei figli. In poche parole la Ferragni da Fazio non ha detto nulla di veramente nuovo, ma ha presentato delle piccole variazioni di argomenti già utilizzati negli ultimi due mesi e mezzo di guai giudiziari e imprenditoriali.

L’obbiettivo reale dell’intervista? Ricompattare la fanbase

Il tema caldo su cui tutti attendevano news (ossia la crisi matrimoniale) l’ha elegantemente dribblato, parlandone nella maniera più rapida e vaga possibile. Allora a che è servita l’intervista? A giudicare dalle stories pubblicate dall’influencer dopo l’ospitata da Fazio, a ricompattare la sua fanbase: le stories di oggi sono una celebrazione della sua bontà, della sua buonafede e del fatto che chi la ama non la fraintende ma la difende, e a seguire ovviamente i post promozionali dei prodotti del suo brand.

Oggettivante una delusione, soprattutto per l’hype creata attorno ad un evento che alla fine dei conti si è rivelato poco più di una storia Instagram allungata a 30 minuti, e per di più non particolarmente ispirata.

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