Pensava di essere sola poi, alla fine di una guerra iniziata nel 2014, la condanna per Valentino Talluto, responsabile di aver infettato consapevolmente con il virus dell’HIV lei, la prima ragazza che lo denunciò ed altre 56 vittime, tra cui i compagni di alcune delle donne da lui infettate e anche un bambino, nato sieropositivo da una delle sue compagne.

Una catena di contagio che si è spezzata proprio grazie alla denuncia di una ragazza che nel 2014 ha avuto il coraggio di denunciare, dando così il coraggio ad una lunga fila di ragazze di uscire allo scoperto e denunciare.

Ad avviare l’inchiesta che ha portato in carcere Talluto nel 2015 con l’accusa di lesioni gravissime è stato il pm Francesco Scavo che con le sue indagini è risalito alle altre vittime del contagio, conosciute da Talluto in chat e suoi social e tenute all’oscuro della sua sieropositività.

Una prima condanna a 24 anni per Valentino Talluto, il 27 ottobre del 2017, pena lievemente ridotta, a 22 anni in Appello l’11 dicembre 2018, di nuovo riportata a 22 anni il 30 ottobre 2019. E’ stato disposto un processo d’Appello Bis per rideterminare la pena al rialzo. La sezione 3 bis della corte d’Assise di Appello ha confermato i 24 anni di carcere stabiliti il 27 ottobre del 2017.

Valentino Talluto, ragioniere originario di Caltanissetta ma residente a Roma, scopre nel 2006 di essere affetto dal virus dell’HIV. Nonostante la sieropositività continua ad avere rapporti sessuali con decine di donne, senza mai rivelare le sue reali condizioni alle proprie amanti.

Rifarei quella querela altre mille volte se necessario” ha raccontato nel 2019 all’Adnkronos la prima ragazza che lo denunciò nel 2014, “Ero risultata positiva al test dell’HIV. Avevo due persone in mente frequentate a breve distanza, uno dei due ragazzi lo portai personalmente a fare il test: lo leggemmo insieme, negativo. Mi era rimasto solo Valentino, e dopo che mi inviò un certificato falso, decisi di non rimanere in silenzio e andare in procura. Dopo 6 mesi, mi dissero che ero solo la punta dell’iceberg“.

Nel 2017 Valentino Talluto, provato dall’emozione e in lacrime, si era difeso dall’accusa di untore con queste parole: “Vorrei sottolineare che sono una persona, un ragazzo con un cuore, perché molte volte non è stata sottolineata questa cosa e mi è stato dato solamente dell’untore. Ho dei sentimenti e ho l’HIV ma non per questo sono diverso dalle altre persone presenti qui. Sono state dette cose non vere, sono stato descritto come un mostro. In realtà non mi sono mai nascosto e tutte le ragazze mi conoscono con il mio nome e conoscono anche i miei amici. Si è detto che avrei voluto contagiare più persone possibili ma se così fosse avrei cercato rapporti occasionali nei locali, tentando di mantenere l’anonimato“.

La madre di Valentino Talluto, morta quando lui aveva solo quattro anni, era malata di AIDS.

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Crediti: Foto: fermo immagine tv

TAG:
condanna Hiv processo Valentino Talluto

ultimo aggiornamento: 20-10-2020


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