Uno dei due fratelli era senza fissa dimora, lo stato di indigenza alla base del folle gesto?

La dinamica dei fatti appare chiara, i motivi del gesto non ancora.

Sembra accertato, infatti, che sia stato il 54enne Maurizio Pusceddu ad uccidere il fratello e poi a togliersi la vita, in un dramma familiare che è avvenuto a Oste di Montemurlo, in provincia di Prato.

La tragedia si è compiuta nella serata di ieri, quando sarebbe stato appunto Maurizio a raggiungere la casa del fratello, e a sparargli due colpi di pistola in faccia uditi anche dai vicini, uccidendo il 60enne Giacomo Pusceddu sul colpo. A quel punto il fratello minore avrebbe rivolto contro di se l’arma, uccidendosi, con il corpo che è stato ritrovato a poca distanza sempre in via Pomeria, dive abitava Giacomo. Maurizio, invece, un abitazione non l’aveva, era senza fissa dimora.

Immediatamente sono partite le indagini che hanno accertato in primis che la pistola sarebbe stata di proprietà di Maurizio Pusceddu, che la deteneva regolarmente. Da qui, appunto, l’ipotesi quasi certa che l’omicidio–suicidio sia stato deciso ed eseguito appunto da Maurizio.

Si cerca il movente, che potrebbe risalire proprio allo stato di indigenza del fratello minore, ma al momento nulla è stato accertato a riguardo. Di certo entrambi i fratelli erano incensurati.

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Foto: archivio LaPresse


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