Fatale il fendente al cuore

Fanano di Gradara (Pesaro Urbino), Vito Cangini, questo il nome dell’ottantenne, ex saldatore, originario di Sarsina (Forlì-Cesena), già sposato in Germania e padre di 4 figli, che nella notte tra il 25 e il 26 dicembre, ha ucciso con cinque coltellate al petto, di cui quella al cuore fatale, la moglie, Natalia Kyrychoc, di vent’anni più giovane di lui, sposata 17 anni fa.

“Ho ucciso mia moglie per rabbia, non voleva fare l’amore con me dopo avermelo promesso e dopo aver preso il viagra“, questa la sua confessione resa al magistrato. La donna, rientrata dal lavoro di cuoca in un ristorante di Misano Adriatico, esausta si è sdraiata a letto per dormire, ma l’uomo, che era già a letto,  voleva consumare con lei un rapporto sessuale. Da qui ne è scaturito un litigio dove la donna ha avuto la peggio.

L’uomo si è recato in cucina ed è tornato con un coltello che ha usato per colpire la moglie diverse volte al petto. Lei ha cercato di difendersi ma il fendente al cuore le è stato fatale. Vito Cangini l’ha lasciata li distesa a terra in una pozza di sangue ed è andato a dormire. Al mattino del 26, si è lavato, ha fatto colazione ed è uscito con il cane. Tornato a casa intorno a mezzogiorno, ha preparato il pranzo mangiando cappelletti in brodo e bollito, sempre col cadavere della moglie nella camera da letto.

Cangini ha avvisato diverse persone di aver ucciso la moglie, un anziano vicino di casa, un’amica della moglie ed il titolare del ristorante dove lavorava la moglie. Solo quest’ultimo, ha avvisato i carabinieri. L’ottantenne si trova ora in carcere a Villa Fastiggi per omicidio volontario. Cangini nutriva una forte gelosia nei confronti del titolare del ristorante dove Natalia lavorava come cuoca.

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Crediti Foto: LaPresse


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