Era da un po’ di tempo che i vicini sentivano un odore nauseabondo provenire da quell’appartamento

Agghiacciante scoperta quella effettuata dalle forze dell’ordine a Treviso, a casa di una signora di 72 anni, Giovanna Di Taranto, che per un lungo anno, dal 2018 al 2019, ha tenuto in casa il cadavere del figlio di 50 anni, Vittorio Chies. L’uomo all’arrivo della polizia era ancora li sul letto, dove era morto per arresto cardiaco e la casa era piena di rifiuti ovunque.

Ad allertare le forze dell’ordine, l’altra figlia che viveva lontano e che non riusciva più a mettersi in contatto col fratello. Giovanna Di Taranto, che aveva continuato la sua vita come se nulla fosse, andando tutte le mattine al bar a prendere la brioches per il figlio morto e dicendo a tutti che stava bene, è ora stata rinviata a giudizio con l’accusa di occultamento di cadavere e truffa ai danni dello Stato, perché ha continuato ad incassare la pensione di invalidità del figlio con regolare delega, per un totale di 9mila euro.

La difesa della donna fa appello alla “fragilità psicologica evidente. Ha portato avanti, nella sua scarsa lucidità, la routine di ogni giorno per quasi un anno dopo la morte del figlio. Quando la verità venne a galla era in stato confusionale”. Giovanna Di Taranto è ora ricoverata in una struttura.

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Crediti Foto: LaPresse


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