Arrestato l’allenatore sessantenne

Wei Wei, questo il soprannome del bimbo di 7 anni che il 29 giugno, è morto all’ospedale di Fengyuan (Taiwan). Il bimbo era giunto in ospedale in gravissime condizioni lo scorso 21 aprile, in seguito ad una lezione di judo dove, secondo quanto si apprende dalla stampa locale e la redazione del New York Post, il piccolo avrebbe preso parte al corso confrontandosi con un compagno più grande di lui, sotto gli occhi dell’allenatore e di uno zio che avrebbe ripreso l’allenamento.

Il compagno più grande lo avrebbe scaraventato a terra per ben 27 volte, nonostante le grida disperate del bimbo, grida che l’allenatore avrebbe ignorato, incitando a proseguire la sessione. Dopo aver perso i sensi, Wei Wei è stato trasportato in ospedale, dove è stata riscontrata una grave emorragia cerebrale. Rimasto in coma per circa 70giorni, Wei Wei non ce l’ha fatta; dopo l’intervento chirurgico il bambino è rimasto in uno stato di morte cerebrale e i suoi genitori hanno accettato di ritirargli il supporto vitale.

Le autorità locali hanno scoperto che l’allenatore, un 60enne, avrebbe tenuto corsi senza la licenza. L’uomo è accusato di aggressione fisica con conseguenti lesioni gravi e utilizzo di un minore per commettere un crimine, accusa che verrà rimodulata in morte procurata da lesioni.

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Crediti Foto; LaPresse

 

TAG:
bimbo morto coma judo morte cerebrale

ultimo aggiornamento: 06-07-2021


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