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Brigate Rosse, svolta nelle indagini sulla morte di Mara Cagol e di un appuntato: il brigatista che sparò e fuggì presto potrebbe avere un nome

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Dopo una serie di interrogatori, potrebbe essere ad una svolta definitiva il caso del conflitto a fuoco nell’alessandrino dove trovarono la morte la brigatista Margherita “Mara” Cagol e l’appuntato dei carabinieri Giovanni D’Alfonso.

L’uomo delle Br che fuggì dopo aver sparato potrebbe avere prestissimo un nome e prendere dunque la via del carcere a ben mezzo secolo di distanza da quel giorno maledetto che vide il conflitto a fuoco tra Br e Carabinieri nel tentativo di liberare l’imprenditore Vittorio Vallarino Gancia, sequestrato il giorno prima in quello che è considerato il primo rapimento a scopo di autofinanziamento operato nella storia delle Br.

A far riaprire le indagini sono stati gli accertamenti del Ris di Parma e, prim’ancora, l’esposto del figlio dell’appuntato d’Alfonso.

Le indagini sono affidate ai carabinieri del ROS e coordinate dai magistrati del pool sul terrorismo della Procura di Torino e dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo.

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