Dopo lo spazio le potenze mondiali si contendono il primato per il vaccino da Coronavirus. Certe partite non si chiudono, neanche dopo cinquant’anni. Così la Russia conta di arrivare al vaccino prima che lo facciano gli americani. Come fu per lo spazio.

La società americana di biotecnologia Moderna è stata la prima ad aver avviato – lo scorso 27 luglio – la fase finale dei test sull’efficacia del vaccino. Seguita da un’altra società americana, la Pfizer, che insieme alla tedesca BioNTech è entrata nell’ultima fase di sperimentazione, su 30mila pazienti. Anche l’azienda svedese AstraZeneca e la cinese CanSino stanno per avviare la sperimentazione su larga scala.

Entro il 10 di agosto Mosca punta a registrare il suo vaccino e sbaragliare tutti. L’Istituto nazionale di ricerca Gamaleya che sta lavorando al vaccino ha inviato il prodotto al ministero della Salute russo per una valutazione. “Si tratta di un momento Sputnik” ha annunciato il capo del Fondo russo per gli investimenti diretti (Rdif), Kirill Dmitriev, alla CNN. Un chiaro riferimento alla sfida geopolitica che – ora come allora – riguarda ogni aspetto della vita pubblica.

Lo Sputnik, il primo satellite in orbita al mondo, era sovietico e fu lanciato nel 1957. Per fugare ogni dubbio, Kirill Dmitriev ha assicurato che gli americani resteranno sorpresi proprio come avvenne in quella circostanza. Senza dimenticare l’importanza della missione, Dmitriev ha poi sottolineato “i nostri scienziati sono focalizzati non sull’essere i primi, ma sul proteggere le persone”.

Sull’altro piatto della bilancia – infatti – non c’è solo la conquista del primato, ma la sicurezza e l’efficacia di un vaccino. La data della registrazione intorno al 10 di agosto non è ancora confermata, ma il ministero della Salute ha assicurato che i primi a riceverlo saranno gli operatori sanitari che lavorano a stretto contatto con il virus. L’Istituto Gamaleya non ha ancora avviato la fase tre della sperimentazione, ma lo farà tra qualche giorno, il 3 agosto. Sarà dunque un’ultima fase molto rapida quella dell’Istituto russo, soprattutto se paragonata a quella dell’azienda Moderna con conclusione prevista per il 27 ottobre.

Il vaccino sarebbe stato sviluppato velocemente perché si tratta della versione modificata di uno già esistente. Anche Moderna ha costruito il suo vaccino basandosi su quello sviluppato per il virus Mers. Secondo l’Istituto russo l’accelerazione del processo di approvazione sarebbe data dall’urgenza della situazione nella Federazione Russa che ha superato gli 800 mila casi diventando il quarto Paese più colpito.

Anche se ha tutte le carte in regola per esserlo, la corsa al vaccino non è una gara. La sicurezza e l’efficacia devono venire prima di tutto. A vigilare saranno diversi enti regolatori. Per l’Italia, l’Agenzia italiana del farmaco darà il via libera soltanto nel caso di prove certe che garantiscano l’efficacia e la sicurezza del vaccino, come sempre avvenuto.

 

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Crediti foto: LaPresse

TAG:
Coronavirus Covid- 19 Russia spazio Usa vaccino

ultimo aggiornamento: 30-07-2020


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