netanyahu
Crediti Foto: LaPresse

Israele sarà il primo stato al mondo a introdurre un secondo lockdown, che inizierà dopo mercoledì prossimo – quando il premier Benyamin Netanyahu rimpatrierà da Washington dove il 15 settembre firmerà nuovi accordi di pace tra Israele ed Emirati Arabi Uniti.

La nuova quarantena prevede restrizioni molto rigide per gli israeliani, come la possibilità di allontanarsi da casa di soli 500 mt. e la chiusura di tutti i negozi non essenziali. Scuole ed università resteranno chiuse, e le preghiere potranno essere recitate solo all’aperto e seguendo tutte le norme di distanziamento.

A far nascere nel ‘comitato’ ministeriale l’urgenza di un nuovo lockdown sono stati gli ospedali, che ieri hanno fatto presente di aver raggiunto un livello preoccupante di posti occupati, specialmente nelle zone più colpite dalla pandemia.

Il nuovo lockdown coprirà la festa di Rosh ha-Shanà (il Capodanno ebraico) e il digiuno dello Yom Kippur e sarà articolato in tre fasi che gradualmente allenteranno le restrizioni. Ad oggi, 146.542 persone sono state contagiate, di cui più di 4.000 solo ieri. Il 59% degli israeliani crede che il premier Netanyahu non abbia gestito bene la crisi sanitaria, nonostante resti ancora il politico più favorito dal popolo per la guida dello stato.

 

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