Un caso di reinfezione da Coronavirus è stato scoperto negli Stati Uniti. È il primo nel Paese di Donald Trump. Si tratta di un ragazzo di 25 anni proveniente dal Nevada che aveva contratto per la prima volta il Covid-19 ad aprile. Una volta guarito (i suoi tamponi risultavano negativi), era tornato ad accusare i sintomi a fine maggio, per poi risultare nuovamente positivo.

La seconda volta erano più gravi e il ragazzo è stato ricoverato in ospedale. Come riportato dalla CNN, i medici della University of Nevada, della Reno School of Medicine e del Nevada State Public Health Laboratory hanno isolato e analizzato il materiale genetico delle due infezioni, scoprendo che si tratta di due ceppi diversi del Coronavirus. Due infezioni virali indipendenti. Un caso di reinfezione era già stato registrato qualche giorno fa a Hong Kong dove un giovane di 33 anni aveva contratto due ceppi diversi di Covid-19 a quattro mesi di distanza. Nel secondo caso il paziente era asintomatico.

Altri due casi di reinfezione – i primi in Europa – sono stati segnalati in Belgio e in Olanda. Si tratta di una donna di circa 50 anni e di un uomo anziano. Anche in questi due casi si tratta di una versione diversa dello stesso virus. Come ha spiegato Marion Koopmans, virologa olandese e consulente del governo e dell’Oms per capire se si tratta di due versioni di Covid-19 occorre verificare che l’Rna – o l’impronta genetica del virus – sia diverso.

Notizie di questo tipo annullerebbero l’ipotesi dell’immunità dopo il primo contagio, ma non è ancora possibile parlare con certezza. Ma episodi come questi rimangono – infatti – isolati e per questo vanno ulteriormente esaminati prima di trovare posto tra le pubblicazioni scientifiche. In un primo studio ancora in via di pubblicazione sulla rivista The Lancet, i ricercatori non escludono che si possa contrarre il virus più di una volta, ma non ci sono ancora prove definitive.

 

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Crediti foto: LaPresse