Il governo sembra orientato a non prorogare oltre il 31 marzo lo stato di emergenza, ma per dire addio alla certificazione verde occorrerà probabilmente aspettare ancora qualche mese.

Lo stato di emergenza legato alla pandemia da Covid 19 scadrà, come noto, il prossimo 31 marzo e il governo, stando a quanto trapelato nelle ultime ore da Palazzo Chigi, sarebbe orientato a non prorogarlo. Tuttavia, è probabile che la fine di marzo non segnerà anche l’addio al Green pass: per poter fare a meno della certificazione verde ottenibile con vaccinazione, tampone o guarigione nella versione “base”, o solo con vaccinazione e guarigione in quella “rafforzata”, bisognerà aspettare ancora qualche mese. In particolare, sarà certamente ancora obbligatorio per andare a lavorare e per poter usufruire dei trasporti pubblici. In primo luogo perché l’obbligo vaccinale per i lavoratori over 50 scadrà il prossimo 15 giugno. In secondo luogo, perché la fine dello stato d’emergenza segnerà con ogni probabilità la fine del ricorso allo smart working di massa. Da quel momento in poi, infatti, milioni di lavoratori torneranno in ufficio, fra i quali anche una buona fetta dei circa 2,6 milioni di No Vax che oggi ci sono ancora nella fascia più “attiva” in termini lavorativi, e cioè fra i 30 e i 59 anni. Sarebbe quantomeno azzardato, dunque, in una fase come questa, in cui il virus è tutt’altro che endemico, consentire il liberi tutti. Il discorso chiaramente può essere esteso anche ai mezzi di trasporto, sia locali che di lunga percorrenza. Ed è per questo che non è escluso che il governo possa andare anche oltre la data del 15 giugno con queste restrizioni.

A quanto si apprende da fonti qualificate del ministero della Salute, la graduale eliminazione delle restrizioni anti Covid inizierà davvero solo quando il calo dei contagi, già in corso, andrà di pari passo con una diminuzione dei numeri di ospedalizzazioni e decessi. E soprattutto quando si toccherà la soglia dell’80% di popolazione guarita o immunizzata con la dose booster. A quel punto, si potrà gradualmente eliminare alcune restrizioni, a cominciare dai locali all’aperto dove, per il servizio al tavolo, potrebbe non essere più richiesto il super Green pass. Resterebbe, tuttavia, ancora valido l’obbligo delle le mascherine al chiuso o in caso di assembramento.

“Non credo verrà prorogato lo stato di emergenza e, quindi, si scioglierà anche il Cts”, ha dichiarato a Rai Radio1 l’immunologo e membro del Comitato tecnico scientifico Sergio Abrignani. “Non credo – ha aggiunto – che dovremmo più vivere la situazione emergenziale che abbiamo vissuto in passato, almeno se rimane la variante Omicron. E non penso che possa arrivare a breve una variante più diffusiva di Omicron, è difficile ed è improbabile immaginarsela”.

 

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Crediti foto: LaPresse

 


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