Benno Neumair nel luglio 2021 ha cercato di strangolare un compagno di cella durante una lite per futili motivi. La notizia era è emersa martedì scorso nel corso dell’udienza del processo a suo carico.

Il giovane, reo confesso, nel gennaio 2021 ha ucciso con un cordino d’arrampicata il padre Peter Neumair e la madre Laura Perselli, poi ha gettato i loro corpi nel fiume Adige e ha inscenato la loro scomparsa. Nell’aula del tribunale di Bolzano, in Corte d’Assise , è stato reso noto un particolare episodio avente come protagonista Benno Neumair. Il giovane, al momento ancora rinchiuso nella Casa Circondariale di Bolzano, lo scorso luglio ha litigato per futili motivi con il suo compagno di cella. A un certo punto, lo ha aggredito fisicamente e al culmine di una colluttazione, ha addirittura tentato di strangolarlo. In seguito al tempestivo intervento delle guardie carcerarie, la vicenda si è risolta senza grandi conseguenze per l’altro detenuto. Nei confronti di Benno, per decisione dell’amministrazione penitenziaria, vennero presi dei provvedimenti disciplinari .

Nel corso dell’udienza è stata confermata in Benno Neumair la presenza di un disturbo della personalità e di tratti antisociali e narcisistici. Mostrando i risultati delle sue perizie, l’accusa ribadito che l’uomo il 4 gennaio 2021 era perfettamente in grado di intendere e di volere sia quando ha strangolato papà Peter, che quando ha ucciso mamma Laura. Le sue conclusioni contrasterebbero in parte con quelle ricavate dai periti incaricati dal Gip. Gli specialisti infatti, evidenziando una ridotta capacità di volere al momento del primo omicidio, avevano considerato l’imputato seminfermo di mente .

 

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Crediti foto: LaPresse


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