Ecco che ci risiamo. Dopo un’estate quasi normale, dopo che con l’arrivo dei vaccini si sperava di esserci messi alle spalle il peggio della pandemia, con l’arrivo dei primi freddi ecco invece che le curve risalgono. I notiziari riprendono a commentare in apertura i dati giornalieri in arrivo dalle varie regioni italiane e dal resto d’Europa, e lo spettro di nuovi lockdown e nuove chiusure ritorna con la stessa puntualità che ci ha accompagnato lo scorso anno. Queste quarantene forzate, questa ansia per gli spazi pubblici ed affollati ci ha fatto scoprire, negli ultimi due anni, l’importanza, e perché no, il piacere della propria casa. Improvvisamente, non importa se si sia giovani o anziani, abbiamo riscoperto che spanciati sul divano con una copertina addosso a guardare l’ultima serie di Netflix mentre si sorseggia una cioccolata calda non è cosa da riservare a quando si sta recuperando da un’influenza.

Questo nuovo modo di vivere più sedentario, che ormai sembra accompagnarci in tutti gli inverni, ha cambiato il nostro rapporto con gli spazi in cui viviamo. Mentre una volta lasciavamo la casa al mattino per la scuola o l’ufficio per tornarci spesso solo a tarda serata, pieni come si era di appuntamenti di lavoro e sociali, ora questo è cambiato. Lo smart working (altro anglicismo che ci ha regalato il covid) ha fatto sì che la cravatta e la camicia rimanessero nell’armadio per dar spazio a tute e pigiamoni mentre l’ufficio o l’aula scolastica sono stati sostituiti dal soggiorno e dalla cucina. Era dunque inevitabile, col passare dei mesi, che si cominciasse a guardare alle pareti attorno a noi con occhi diversi, con più attenzione.

Il tempo dilatato ed il fatto che siamo in casa spesso e volentieri a tutte le ore del giorno ci ha fatto notare piccole e grandi imperfezioni. Per tanti questo ha portato ad una presa di coscienza ineluttabile: i mesi e gli anni hanno lasciato il loro segno sul buon vecchio soggiorno e la patina del tempo ha trasformato quello che, quando ci siamo trasferiti pensavamo fosse uno spazio fantastico, in un luogo stanco, con colori opachi e piccole ammaccature che saltano agli occhi. Per molti di noi, io compreso, la scelta è chiara: abbiamo bisogno di voltare pagine, di qualcosa di nuovo e fresco che dia uno stacco a noi ed alle nostre famiglie. Certo, cambiare tutto il mobilio risolverebbe il problema, ma stiamo parlando di un investimento da migliaia di euro, cosa che, per molti di noi, in questa fase economica non facile e con tanti punti interrogativi davanti, è forse meglio evitare. Un’alternativa molto più economica è quella di ridecorare le proprie pareti. Queste occupano infatti buona parte del nostro campo visivo e, se ripensate in modo creativo, possono cambiare completamente l’atmosfera di un ambiente. Certo non stiamo parlando di una semplice mano di vernice monocolore. Se vogliamo creare un ambiente fresco e magari riutilizzare qualche vecchio mobile per concretizzare uno spazio accogliente serve uno stile unico e non sterile.

Il soggiorno, almeno come lo concepisco io, deve essere un luogo di relax, uno spazio dove la famiglia può raggrupparsi al termine di una lunga giornata di scuola e lavoro per giocare, guardare un film o fare due chiacchere. Per questo spazio uno stile sempre in voga è il cosiddetto “Shabby Chic”, definito da colori tenui, legno consumato, stile country, uno spazio che trasmette calore, carattere e unicità.

 

Guida allo stile Shabby Chic

Questo stile è di tendenza ormai da diversi anni e compare spesso nelle riviste di design o nei bar più trendy. È stato “inventato nel Regno Unito, patria delle celebri case di campagna inglesi, decorate da sempre con tende pesanti, divani consumati e comodi, antichi quadri appesi alle pareti e una miriade suppellettili ed elementi decorativi. Per lungo tempo questo tipo di decorazione è esistito senza avere un nome, fino a quando Rachel Aswell l’ha battezzato trent’anni fa in un celebre articolo. Diffusosi inizialmente negli Stati Uniti è presto diventato uno strumento essenziale nell’armamento degli arredatori d’interni.

È uno stile dalle tonalità pastello che trasmette un aspetto naturale, imperfetto, che vuole rifarsi all’irregolarità della natura. Per creare questo stile senza rompere il salvadanaio dei propri figli, la soluzione migliore è quella di optare per una carta da parati Shabby Chic.

Ne esistono svariati modelli che ben si abbinano a diversi stili di arredamento esistenti, sia moderni che classici, permettendovi così di riutilizzare il vostro mobilio, magari in modo diverso e creativo. L’evoluzione tecnologica ha inoltre reso le tappezzerie molto più facili da installare rispetto a quelle di un tempo, per cui non avete necessariamente bisogno di far arrivare a casa un tecnico esterno che vi dia una mano ad installarla. Basta seguire le istruzioni ed un po’ di buona volontà e avrete una nuova attività famigliare per la vostra famiglia nel caso arrivino nuove chiusure!

 

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