Il miliardario Richard Branson, in compagnia di altri 5 membri, ha raggiunto, a bordo del velivolo privato, il confine tra l’atmosfera e lo spazio

Turismo spaziale

La navicella spaziale “VSS Unity“, con a bordo l’imprenditore britannico Richard Branson e 5 membri dell’equipaggio, è decollata dallo “Spaceport America” (New Mexico, USA) con un ritardo di 90 minuti dovuto al maltempo. Giunta ad un’altezza di circa 15 chilometri, il velivolo si è staccato per proseguire il viaggio da solo, raggiungendo un’altitudine di 80/90 chilometri.

Oltre al fondatore del gruppo (che aveva il ruolo di valutare l’esperienza in vista dell’apertura delle prenotazioni), sul mezzo erano presenti 5 dipendenti della società: Dave MacKay e Michael Masucci (i due piloti), l’ingegnere Colin Bennett, Beth Moses (istruttrice) e Sirisha Bandla, vicepresidente del gruppo.

Il volo segna la nuova era del turismo spaziale, cui seguiranno i viaggi organizzati da Elon Musk con “SpaceX” e Jeff Bezos (Amazon) con “Blue Origin”.

Primo turista spaziale

“È stata l’esperienza di una vita. Diciassette anni di duro lavoro ci hanno portato così lontano”.

Tutto è avvenuto secondo copione. Il fondatore del gruppo “Virgin” è riuscito nell’impresa di essere il primo “turista spaziale” della storia. La missione di Branson anticipa di nove giorni quella programmata da Jeff Bezos. L’obiettivo di “Virgin Galactic” è di realizzare 400 voli all’anno ad un prezzo compreso fra 200 e 250 mila dollari.

Nuova era

C’è chi già le chiama “Star Wars”, la gara è questione di puro marketing. Oggi si apre una nuova era turistica, riservata (almeno inizialmente) a pochi facoltosi. Sono già 600 le persone che hanno prenotato questo tipo di esperienza e siamo pronti a scommettere che, in futuro, saranno sempre di più.

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Crediti Foto: Shutterstock.com

 


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