Maranello-Francia in Vespa, la Liguria on the road. Parte 1: Passo del Cerreto – Luglio 2020

Quando s’intraprende un viaggio on the road, in Vespa, esistono dettagli imprenscindibili e inconfutabili! Vorrei potervi dire che un’esperienza come questa è alla portata di tutti, ma così non è. Conoscenze meccaniche, acume tattico e strategia, sono gli elementi che devono caratterizzare l’intera vacanza. Conoscere, ad esempio, la differenza tra freno e acceleratore è indispensabile…

Maranello

Il “bolide” in questione è una Vespa GT 125 L, un mezzo tra i più desiderati del XXI secolo. Un gioiello tecnologico e meccanico, in grado di garantire il “”massimo comfort”” su ogni tipo di strada: dall’asfalto allo sterrato più impervio. Un’opera ingegneristica, su due ruote, nata per competere con le Ferrari…

VA BENE VA BENE! OK LO AMMETTO, è un semplice scooter 125cc! Ma lasciatemi romanzare un pò il racconto, no?! Comunque…

E’ una calda giornata di Luglio. Le prime luci dell’alba “illuminano il cielo” sopra la Vespa, lasciata fuori dal garage, appositamente, per poter iniziare con queste precise parole il mio racconto. Maglietta a maniche corte, pantaloncino da trekking, calze tecniche e scarpe da trail-running. Serve forse altro per “montare” un cavallo di metallo in un afoso giorno estivo?! Si beh, avevo pensato anche io all’infradito, ma poi ho preferito evitare! Le strade di Maranello (MO) sono ancora deserte, le serrande dei negozi chiuse. La mia città è affascinante come non mai! Giungo al cospetto di un monumento tra i più belli del mondo, unico nel suo genere, meritevole (a mio avviso) di figurare all’interno della lista dei “Patrimoni UNESCO”: il cavallino rampante della Ferrari. Quest’ultimo, fiero simbolo cittadino, erge in posizione strategica su uno storico crocevia emiliano della viabilità: in pratica lo hanno costruito su una rotatoria spartitraffico. Due “ronzate” intorno alla statua e poi via, in direzione di Castelnovo Monti (RE).

Castelnovo Monti e la Pietra di Bismantova

Un esercito di oche scatenate starnazzano sulla mia pelle, più mi avvicino ai monti e più l’aria si rinfresca. Ma posso reggere tranquillamente. Ho scelto il vestiario giusto, mi godrò la temperatura briosa lasciando l’afa della “Pianura Padana” alle mie spalle. Dopo alcuni chilometri di marcia, ecco apparire in lontananza la sagoma della “Pietra di Bismantova” intenta a fendere “l’orizzonte reggiano”. Quest’ultima rappresenta il primo punto di riferimento del mio viaggio, on the road, in direzione della Francia. Il sommo poeta Dante Alighieri, meravigliato dalla silhouette del monte, decise di associarla al “Monte Purgatorio” della “Divina Commedia”. Ammiro, per un pò, la natura circostante. Il moto inesorabile delle lancette mi costringe, successivamente, a riprendere il viaggio. Supero il centro abitato di Castelnovo Monti e “imbocco” la strada verso il Passo del Cerreto. L’asfalto nero taglia il mondo a metà, la città alle mie spalle è l’ultima frontiera della civiltà. Il mio motore starnutisce un pò (queste frasi le ho già sentite in qualche canzone) mentre percorre il tracciato di montagna, formato da numerose curve e ripidi tratti in salita. La temperatura diminuisce ancora di qualche grado, ho scelto il vestiario giusto.

Passo del Cerreto

Nuvole grigie come la cenere, oscurano il Sole. Incombe su di me e la mia Vespa GT 125 L (dire tutta la sigla è più figo), la seria minaccia della pioggia. La temperatura cala ulteriormente e questa volta, drasticamente. I denti iniziano a battere all’impazzata. Come nelle migliori “cuevas” di Granada, dove le nacchere scandiscono il ritmo delle serate andaluse, nel mio casco sono i molari a produrre la “cacofonia musicale”. Devo ammetterlo finalmente, ho scelto il vestiario sbagliato. Una giacca avrebbe fatto comodo! Raggiungo il Passo del Cerreto (diviso tra Reggio Emilia e Massa Carrara), abbandono l’Emilia Romagna e “vengo accolto” dalla Regione Toscana.

Aulla

La “spia arancione” delle riserva richiama la mia attenzione, mentre le nuvole scure sembrano dissolversi con l’avvicinarsi del mare e della Liguria. Supero, uno dopo l’altro, alcuni borghi davvero fantastici: uno su tutti Fivizzano (MS). Decido di “dissetare” il serbatoio del mio bolide su due ruote. Vedo l’insegna luminosa di un benzinaio palesarsi lungo la via e non ci penso due volte, mi fermo per fare carburante. Era talmente a “””buon mercato”””, che per un attimo mi dimentico della Vespa e torno con la mente ai rifornimenti della “Bravo HGT” del mio amico Giulio. Leggere prima il prezzo della benzina dite voi??? Troppo facile no?! Va beh, mi servirà da lezione per il futuro. Raggiungo Aulla (MS) e a “filo gas” attraverso il territorio comunale mentre osservo l’architettura che mi circonda. Il meteo, per buona sorte della mia dentatura, migliora nettamente. La Liguria è vicina, l’odore di salsedine inizia a propagarsi all’interno delle mie narici…

CONTINUA

 

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