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Porta a Porta: mercoledì 21 gennaio Bruno Vespa intervista Massimo Bossetti
Per celebrare i 30 anni del programma il conduttore ha realizzato un lungo colloquio dal carcere di Bollate con il colpevole delll’omicidio di Yara Gambirasio
In una puntata speciale di Porta a Porta, in onda mercoledì 21 gennaio 2026 in prima serata su Rai 1, Bruno Vespa ha realizzato una delle interviste più attese e controverse degli ultimi anni: un lungo colloquio esclusivo con Massimo Bossetti, dal carcere di Bollate dove sta scontando l’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio. La trasmissione, intitolata come uno speciale per celebrare i trent’anni di Porta a Porta, ha scelto di dedicare ampio spazio a uno dei casi di cronaca nera che più hanno diviso l’opinione pubblica italiana negli ultimi quindici anni. Bossetti, condannato in via definitiva nel 2016 (conferma in Cassazione nel 2021 dopo i tre gradi di giudizio), ha accettato di rispondere alle domande del giornalista più longevo della televisione italiana, rompendo un silenzio mediatico quasi totale dalle aule processuali in poi (se si esclude la recente intervista a Belve Crime di Francesca Fagnani nel giugno 2025).
Intervista esclusiva di Bruno Vespa a Massimo Bossetti dal carcere di Bollate.
Speciale #PortaAPorta, trent’anni della nostra vita.
📺 Mercoledì 21 gennaio in prima serata su Rai1. pic.twitter.com/3rkxguyELh
— Porta a Porta (@RaiPortaaPorta) January 20, 2026
A distanza di oltre 15 anni dai fatti e più di 10 dall’arresto, il caso Yara Gambirasio continua a generare emozioni forti, teorie alternative e un interesse mediatico che non accenna a spegnersi. L’intervista di Bruno Vespa a Massimo Bossetti rappresenta forse l’ultimo grande capitolo televisivo di questa vicenda destinata a rimanere nella memoria collettiva italiana.
L’omicidio di Yara Gambirasio
L‘omicidio di Yara Gambirasio è un caso di cronaca nera che ha visto vittima la tredicenne Yara Gambirasio, scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata assassinata il 26 febbraio 2011. Il caso ha assunto una grande rilevanza mediatica oltre che per la giovane età della vittima, anche per l’efferatezza del crimine e per diversi avvenimenti verificatisi nel corso delle indagini, come l’arresto e il successivo proscioglimento di un primo sospettato, le circostanze del ritrovamento del corpo e, soprattutto, l’estesa indagine condotta sulla popolazione locale effettuando il test del DNA a 25 700 persone, che ha consentito di individuare l’assassino. Il relativo procedimento giudiziario si è concluso il 12 ottobre 2018 con la condanna definitiva all’ergastolo di Massimo Bossetti, operaio edile di Mapello, il cui movente sarebbe stato un’aggressione sessuale.