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Il Collegio retrocede in seconda serata

Nonostante l’hype accumulato online e la fedeltà di un pubblico giovane e trasversale, gli share televisivi tradizionali non sono decollati come sperato

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Crediti @Boomerissima X

Dopo un avvio in chiaro su Rai 2 che sembrava promettente, il docu-reality cult della Rai “Il Collegio”, ha subito un drastico declassamento: le puntate rimanenti della nona edizione sono state spostate in seconda serata, segnale evidente che gli ascolti lineari non hanno tenuto il passo del boom digitale. Nonostante l’hype accumulato online e la fedeltà di un pubblico giovane e trasversale, gli share televisivi tradizionali non sono decollati come sperato. Le prime puntate mandate in onda in prima serata non hanno raggiunto i numeri necessari a giustificare il mantenimento di una collocazione così prestigiosa nel palinsesto di Rai 2.

La retrocessione in seconda serata

La nona stagione, ambientata nel 1990, ha seguito la formula ormai collaudata: adolescenti moderni catapultati in un istituto anni ’90, privati di smartphone, social e libertà personali, costretti a confrontarsi con regole rigide, professori inflessibili e un sistema educativo d’altri tempi. A partire da mercoledì 28 gennaio, gli appuntamenti rimanenti (mancano poche puntate alla conclusione della stagione) slittano in seconda serata. Al posto del consueto appuntamento serale è stato inserito altro contenuto, mentre Il Collegio è stato “retrocesso” a fascia più tarda, probabilmente dopo le 23:00. Ora il programma terminerà la sua corsa in chiaro in seconda serata, quasi in sordina. Ma è molto probabile che, una volta conclusa, tornerà a fare incetta di views su RaiPlay, dove – dati alla mano – è ancora una macchina da ascolti impressionante.

Il divario tra successo digitale e performance lineare

Il caso evidenzia una tendenza sempre più evidente nella televisione contemporanea: il divario tra successo digitale e performance lineare. Il Collegio domina su RaiPlay, dove gli spettatori possono guardarlo on-demand, commentarlo sui social e viverlo come esperienza interattiva. In tv lineare, invece, deve competere con l’abitudine sempre più diffusa di non accendere il televisore alla stessa ora ogni sera, con la concorrenza di piattaforme streaming, pay-tv e contenuti brevi su TikTok e YouTube.

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