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Stranger Things 5: “The Rightside Up”, l’addio commovente a Eleven (per sempre?) SPOILER

Recensione del finale epico di oltre due ore che ha mandato in tilt i server della piattaforma per l’enorme afflusso di spettatori

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Stranger Things 5: "The Rightside Up", addio a Eleven (per sempre?) SPOILER
Crediti @AdriRM33 X

Dopo quasi un decennio di avventure nell’Upside Down, Stranger Things si congeda con “Chapter Eight: The Rightside Up”, l’episodio 8 della quinta stagione, uscito su Netflix il 31 dicembre 2025 (1 gennaio 2026 in molte parti del mondo). Un finale epico di oltre due ore che ha mandato in tilt i server della piattaforma per l’enorme afflusso di spettatori, e che ha persino avuto una release simultanea in centinaia di cinema selezionati. I fratelli Duffer, creatori e registi dell’episodio, avevano promesso una conclusione soddisfacente, emozionale e fedele allo spirito della serie. E, in gran parte, ci sono riusciti. Questo finale non è solo una battaglia spettacolare contro Vecna e il Mind Flayer: è un addio commovente (sicuro che sia per sempre? ndr.) a personaggi che sono cresciuti insieme a noi, dal 2016 a oggi.

L’ultima battaglia per Hawkins

L’episodio riprende esattamente dal cliffhanger della stagione, con il gruppo diviso in due team per fermare il piano di Vecna (Jamie Campbell Bower): fondere l’Abyss (il pianeta natale del Mind Flayer) con il nostro mondo attraverso un wormhole collegato all’Upside Down. Da una parte, Eleven (Millie Bobby Brown), aiutata sorprendentemente da Kali/Eight (Linnea Berthelsen, ritorno graditissimo), entra nella mente di Henry/Vecna per un confronto finale. Dall’altra, il resto della gang – Mike, Dustin, Will, Lucas, Max, Steve, Robin, Nancy, Jonathan, Hopper, Joyce e gli altri – si avventura nell’Abyss per salvare i bambini rapiti e distruggere la fonte del potere di Vecna. Le sequenze d’azione sono le più ambiziose della serie: battaglie massive con Demogorgon, Demobat e il Mind Flayer stesso, effetti visivi spettacolari e un uso intelligente della colonna sonora (tra cui due brani di Prince da Purple Rain, una scelta audace e perfetta).

Il momento clou è il confronto tra Eleven e Vecna, arricchito da rivelazioni sulla vera natura del Mind Flayer: non è solo un mostro, ma un’entità antica in simbiosi con Henry, che ha scelto volontariamente il male. Alla fine, il portale viene chiuso, Vecna e il Mind Flayer sono sconfitti definitivamente, e l’Upside Down collassa. Contro ogni previsione (e teorie dei fan), nessun personaggio principale muore: i Duffer hanno scelto di non replicare shock gratuiti alla Game of Thrones, privilegiando la storia e l’emotività.

I punti di forza: nostalgia, chiusura e cuore

Il finale brilla soprattutto nell’epilogo. Un salto temporale di 18 mesi mostra Hawkins tornata alla normalità: niente più quarantena militare, niente minacce sovrannaturali. Vediamo i personaggi nel loro futuro:

  • Dustin e Lucas continuano le loro vite, con Dustin che realizza sogni scientifici.
  • Will, finalmente libero dal suo legame con l’Upside Down, abbraccia la sua identità.
  • Steve e Robin restano inseparabili.
  • Hopper e Joyce trovano la pace familiare.
  • Mike diventa uno scrittore, ispirato alle loro avventure.
  • L’ultima scena, con il gruppo che gioca un’ultima partita a Dungeons & Dragons nel seminterrato dei Wheeler, è un cerchio perfetto che riporta alle origini della serie.

La soundtrack chiude con “Heroes” di David Bowie (su suggerimento di Joe Keery), un inno commovente che accompagna i crediti con flashback a Eddie, Barb, Bob e tutti i caduti lungo la strada.

Le critiche: non tutto è perfetto

Nonostante l’impatto emotivo, alcuni spettatori hanno trovato la stagione nel complesso un po’ irregolare, con rivelazioni mitologiche non sempre all’altezza dell’hype accumulato. Il finale, pur potente, lascia qualche filo aperto (volutamente, per futuri spin-off?), e certi momenti sembrano un po’ prevedibili. Ma questi sono difetti minori: l’episodio funziona come catarsi collettiva.

Voto: 9/10

“The Rightside Up” è un addio degno di una delle serie più influenti degli ultimi anni. Spettacolare, emozionante e fedele al suo cuore – l’amicizia, la crescita e la lotta contro l’oscurità – lascia un vuoto, ma anche la soddisfazione di una storia conclusa bene. Stranger Things non ha rivoluzionato il finale come speravano alcuni, ma ha scelto la via più umana: far sopravvivere i nostri “nerd” preferiti e dare loro un happy ending meritato.

Grazie, Hawkins. È stato un viaggio incredibile. Se non l’avete visto, correte su Netflix: vale ogni minuto di queste due ore abbondanti.

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