By Old Man Say

Momento difficile questo per tutti quei D.J. che, trovandosi per molti mesi senza una consolle sulla quale esibirsi, hanno dovuto continuare a motivarsi in differenti modi. C’è chi si è concentrato su live set, meno in questi ultimi mesi ma di maggior qualità per i propri fans. (sempre piacevoli le sessioni di David Morales, “Little” Louie Vega in studio e di un Joe T Vannelli che sta toccando le località italiane più suggestive e guadagnando migliaia di visualizzazioni da parte dei tanti followers sparsi in tutta la penisola). C’è poi chi ha impegnato le proprie giornate riorganizzando idee, esplorando nuove sonorità, aggiornando le proprie “cartelle” su p.c. o pen-drive sognando un ritorno, che speriamo sarà a breve, ascoltando con più attenzione le tante proposte che settimanalmente, al ritmo di alcune migliaia di titoli suddivisi in oltre trenta differenti generi, vengono pubblicati dai siti specializzati in musica per club.

Diciamocelo: una ventata di aria fresca nell’ambiente a livello di selezioni farebbe bene sia all’artista, motivandolo, che al pubblico ormai tristemente abituato ad ascoltare dj-set dall’ impronta radiofonica o che hanno l’eterno sapore del “come eravamo”. Ore di musica farcite di hits commerciali semplicemente proposte senza uno stile, decine di sessioni simili fra loro, dal club esclusivo allo street bar, prive di quel quid che tanto caratterizzava i dj’s del passato e dona allure e fascino ai grandi professionisti della consolle del presente.

Il mondo del clubbing in generale ringrazierebbe, statene certi. Personalmente sono sempre dell’ opinione che il dee-jay non dovrebbe mai essere la replica banale di una tracklist di un portale musicale (a questo punto pago un abbonamento, mi preparo una selezione e il d.j. va a fare altro) o riproporre le hits da network commerciale; un buon dee-jay deve essere prima di tutto un ottimo ed illuminato selezionatore, che dedica tempo alla musica e, per quanto possibile, le mode dovrebbe lanciarle e non comodamente cavalcarle e spremerle.

Altri disc-jockeys ancora, che alternano alle serate ore in studio inventando, remixando e producendo tracce hanno avuto modo di concentrare le proprie idee su mixer, tastiere, campionatori e computer: è il caso di Mitch B. Tutto questo tempo a disposizione ha fatto si che sinergie e progetti in “cantiere”, spesso accantonati per mancanza del momento giusto, abbiano trovato finalmente spazio. Mitch B. e Walter Pain dopo una stagione nel 2015 insieme alla Villa delle Rose ed un’ amicizia nata dalla comune passione per la musica ed il djing, hanno così sfruttato le noiose ore del lockdown per dare vita a questo progetto arricchito dalla presenza ed il contributo di Thomas Piranio, Filippo Santori e Francesco “Dusk” Amedei.

La cantante Veronica Brualdi.

“Rescue me” è il titolo della traccia, inedita, che si è avvalsa del contributo vocale di Veronica “Revel” Brualdi. Un E.P, composto da cinque versioni, una curata anche dal d.j. Marco Bertolucci già produttore per alcune label di grande importanza come la “Cube Records” dei dee-jays italiani Cube Guys. La traccia non ha una collocazione ben precisa se ci riferiamo ad un genere, i vari portali l’hanno inserita su categorie differenti essendo presenti sia sonorità  melodic che deep-house ma l’ accoglienza è stata ottima. Beatport l’ha posizionata nella categoria “melodic-house” nella top 100 al numero 79, un ottimo debutto tenendo presente che qui la fanno da padrone nomi del calibro di Tale of Us, Solomun o Camelphat. Su Itunes e su Traxsource l’ accoglienza è stata ancora migliore  essendosi posizionata su quest’ ultimo nella Top Ten per il genere techno al numero sette. Un ottimo debutto insomma per questa nuova traccia per il dee-jay romagnolo che già ha fatto capolino in alcuni programmi mixati su alcune emittenti fra le quali Ibiza Global Radio.

photo credits Mitch B. d.j.


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