Di Marta Scaccabarozzi

Esce domani, venerdì 15 maggio, “Catarifrangenti”, il nuovo singolo della cantautrice Marquica. Noi lo abbiamo già ascoltato, ci è piaciuto tantissimo e abbiamo deciso di parlarne in anteprima con lei. Ecco cosa ci ha raccontato.

 

Ciao Marquica, per prima cosa benvenuta sul sito del MEI. Domani esce “Catarifrangenti”, il tuo nuovo singolo. Racconta ai nostri lettori di cosa parla la canzone

 

Catarifrangenti parla della nostra possibilità di essere Fari per gli altri e per noi stessi, attraverso la scelta delle nostre azioni, persone, attenzioni.  Troppo spesso, molti necessitano  di trovare un capro espiatorio al proprio poco “brillare”, alla noia, al fallimento, incolpando mille fattori esterni, altri esseri  umani, fake news.  Questo mi  stanca molto e devo dire che i social hanno ingigantito tutto , come parlo in un mio precedente singolo”    Quanti    Cadaveri”.  Qui ho posto l’attenzione sulla nostra gigantesca potenzialità. Il Catarifrangente vive di luce propria, e può anche riflettere quella esterna. Mi piace pensare che ci si possa circondare di altri Fari, umani, di altri stimoli importanti, di bellezza, lasciando perdere chi o cosa può farci sentire  inadeguati, minimizzati, o portarci verso un odio immotivato, non necessario. Sono certa che ripartendo da una sana consapevolezza e pulizia dei pensieri, delle notizie, si possano “Spaccare temporali”,e questo vale per tutti. Siamo specchi riflettenti, ma abbiamo anche il compito di far partire da noi delle buone immagini, emozioni, propositi,  idee, canzoni che risveglino, uniscano, facciano stare bene.

 

 

Nella tua carriera hai sperimentato sonorità diverse. Con le tue produzioni più recenti stai sperimentando l’electro pop e Catarifrangenti è l’ennesimo esempio di questo tuo cambio di direzione. Da cosa nasce questa voglia di virare verso l’elettronica?

 

Sono un persona eclettica e poliedrica e mi innamoro di continuo dei suoni. Sono affascinata da ciò che mi fa sentire piena e l’elettronica, in questo momento, si sposa benissimo con le mie melodie. Questo non significa che Live non sia circondata da strumentisti acustici, e trovo che mischiare i due mondi sia molto interessante e mi faccia sentire a casa. Non mi precludo nulla, conoscendomi potrei tranquillamente fare un disco con un quartetto d’archi ,come uno black metal. Seguo quello che mi ispira senza paura e non voglio essere etichettata in un genere solo, perché credo di sentirmene addosso tantissimi.

 

Sei stata la cantante dei Dirotta su Cuba, hai partecipato e continui a partecipare a programmi televisivi importanti, il più recente dei quali VivaRaiPlay, invitata da Fiorello in persona. Come vivi il rapporto con i media di questo livello?

 

La televisione mi diverte tantissimo e mi sento totalmente a mio agio, non temo interviste, inquadrature né l’ansia della diretta, per me è sempre ironico e naturale farlo, aspettare nei camerini, essere truccata, fare amicizia con gli addetti ai lavori, farmi trovare pronta o improvvisare all’ultimo secondo. Non mi sono mai sentita in imbarazzo e, soprattutto con Fiorello, c’è stata subito una sintonia familiare fortissima e tante risate e il clima sano, non può che permetterti di fare il tuo al meglio. Sia in Rai che su altre Reti, non ho incontrato mai persone indelicate, quindi non posso che essere felicissima di queste esperienze e sicura che ce ne saranno molte altre.

 

Per le tue produzioni collabori con un giovanissimo talento italiano, Avanzi. Quanto conta trovare il giusto team di lavoro e quanto è importante per te collaborare con le nuove generazioni?

 

Avanzi è un figlio per me, lo conosco da 12 anni, lo stimo musicalmente e umanamente non credo di aver mai conosciuto un ragazzo sotto i 30 anni, così maturo e professionale sia nelle sue produzioni, che in quelle perle incredibili che crea per gli altri. Il Team è tutto perchè ciò che scrivo ha un valore emotivo molto forte e non potrei mai collaborare con musicisti o produttori che non avvertano o capiscano profondamente le mie idee chiare e sono anche certa che solo con questo tipo di fiducia, possano avvenire contaminazioni e possano uscire anche stravolgimenti dei brani, finalizzati ad un obiettivo comune, ovvero una canzone, un disco o un video, che rappresentino al meglio e al massimo, ciò che ci si era preposti. Adoro le nuove generazioni, ci lavoro spesso perché scrivo per e con loro, sanno sorprendermi , ho totale fiducia nei loro talenti e penso siano pieni di cose da dire e da dare, qualsiasi genere musicale scelgano per comunicare.

 

In questo periodo di quarantena quale musica ti sta tenendo compagnia? A parte la tua ovviamente.

 

In questi mesi passo dai musical tipo “Yentl” a Brunori Sas, da Avanzi appunto, a Chopin.

 

Nel video ufficiale di “Catarifrangenti”, che uscirà  venerdì 22 , citi Uma Thurman in Kill Bill, a cosa è dovuta questa scelta?

 

Uma Thurman è una delle mie attrici preferiti al mondo e amo molto le sue incredibili interpretazioni e collaborazioni con Tarantino. Il primo colore che mi è venuto in mente pensando a “Catarifrangenti” è chiaramente il giallo, ho alzato la testa e lì davanti c’era il DVD di Kill Bill. E’ stata lei a scegliermi:) Ho amato molto indossare i suoi panni da guerriera e mi piace pensare di averlo fatto per rappresentare una donna che non cerca vendetta, ma pace ,chiarezza e la sua strada, che sa scegliere e distinguere ciò che può farla crescere, le parole da dirsi, che ha molta determinazione e un milione di dubbi sani, tanta voglia di fare, dare, vivere e riflettere intorno a sé buone onde.

 

Leggi QUI l’articolo originale sul sito del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti.

 

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Crediti foto: LaPresse


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