Quando pensieri e vissuti intrusivi  turbano la spensieratezza dell’infanzia

di Alessandra Bisanti

Il disturbo ossessivo compulsivo o Doc si manifesta anche in età evolutiva con la presenza di pensieri ricorrenti e comportamenti ripetitivi che il soggetto non è in grado controllare e che, pertanto, determinano un livello significativo di stress e danno funzionale con conseguente abbassamento della qualità della vita. Il Doc rappresenta uno dei disturbi psichici più diffusi al mondo, dopo la depressione, l’ansia e le dipendenze.

Le ossessioni consistono in pensieri, immagini ricorrenti, idee ed impulsi intrusivi che sfuggono al controllo dell’individuo. Le compulsioni che seguono, invece, si manifestano attraverso comportamenti ripetitivi (controllare, toccare più volte un oggetto, lavarsi, ordinare, contare, pulire gli oggetti, ecc.) o atti mentali (ruminazioni, rituali magici o superstiziosi, pregare, ripetere parole, frasi, formule, etc) che il soggetto si sente costretto a compiere, al fine di evitare la minaccia che scaturisce dai pensieri intrusivi e per ridurre e prevenire le manifestazioni emotive, quali ansia e senso di colpa. Solitamente, i maschi hanno un’età di insorgenza precoce rispetto alle femmine; infatti quasi il 25% dei maschi che manifestano la sintomatologia, ha un esordio precoce, prima dei 10 anni. Se il disturbo non viene trattato adeguatamente, può diventare cronico e persistere in età adulta.

È opportuno evidenziare che la sintomatologia ossessiva non deve essere confusa con normali comportamenti ripetitivi, quali voler ascoltare sempre la stessa fiaba o canzone o rivedere numerose volte lo stesso cartone animato. Questi, infatti, rappresentano normali comportamenti rituali che il bambino utilizza per avere   punti di riferimento e sentirsi rassicurato, soprattutto in età   prescolare. Nei bambini le compulsioni sono diagnosticate con più facilità rispetto alle ossessioni poiché sono facilmente osservabili. Tuttavia, la maggior parte dei bambini presenta sia ossessioni che compulsioni che differiscono dagli adulti per il contenuto.  Gli esperti confermano che bambini con problematiche ossessive hanno relazioni limitate con i propri coetanei a causa della loro rigidità e scarsa capacità di aderire alle regole del gioco ed alle dinamiche del gruppo dei pari. I coetanei sono, infatti, sono  vissuti come imprevedibili e quindi i bambini che manifestano tratti ossessivi preferiscono relazionarsi con gli adulti che percepiscono come prevedibili e rassicuranti. I giovani adulti con sintomatologia DOC ad esempio, possono avere difficoltà a lasciare la propria casa di origine e a diventare autonomi.

L’ insorgenza del disturbo è da imputare, solitamente ad eventuali traumi o cambiamenti nelle abitudini di vita, quali il trasferimento in una nuova città o scuola. Il trattamento d’elezione per bambini e adolescenti con disturbo ossessivo compulsivo è la terapia cognitivo-comportamentale che consente di avere un controllo sulla malattia e sulla gestione dell’ansia.

Dott.ssa Alessandra Bisanti, Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale

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Crediti Foto: SHUTTERSTOCK


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