Quando l’amore svanisce nel nulla

di Alessandra Bisanti

Nell’era delle relazioni nate attraverso i social e dei rapporti consumati su Facebook, Instagram, Whatsapp e via mail si è andato affermando un comportamento caratterizzato dall’assenza repentina e dall’interruzione dei canali di comunicazione con l’altro che gli esperti hanno definito Ghosting, ovvero la capacità di sparire nel nulla come veri e propri fantasmi.

L’atteggiamento rappresenta una forma di violenza psicologica e manipolazione passivo-aggressiva. Inizialmente il fenomeno, considerato alla stregua del “trattamento del silenzio” è stato analizzato in ambito sentimentale, ma si verifica anche nel contesto lavorativo e nelle relazioni di amicizia.

Secondo gli esperti, ciò accade perché alcune persone presentano difficoltà nell’impegnarsi in relazioni affettive significative e si dileguano quando i rapporti diventano via via più importanti. La comunicazione online, quindi, favorisce la deresponsabilizzazione rispetto alle proprie azioni e rende più facile lo scioglimento dei legami.

Dal punto di vista psicologico, invece, il ghosting è il risultato di stili di attaccamento disadattivi, caratterizzati da rapporti affettivi disfunzionali con le figure di attaccamento primarie. Secondo la psicologia, infatti, il dolore e l’ambivalenza sperimentate durante l’infanzia nell’ambito di relazioni significative con i genitori e con chi si è preso cura di noi in età precoce, finiscono con il creare schemi maladattivi che vengono replicati nel corso dell’esistenza nelle relazioni affettive successive.

Chi mette in atto questo comportamento presenta solitamente caratteristiche di personalità ben precise quali il Narcisismo e la Psicopatia che causano nell’altro una notevole dose di stress e sgomento.  Ciò che fa più male è l’assenza di una spiegazione valida che giustifichi la fine improvvisa di un rapporto e che serva ad elaborare il lutto causato dalla fine tempestiva del legame.

Alessandra Bisanti, Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale

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Crediti Foto: LAPRESSE

In Foto: Patrick Swayze e Demi Moore in una scena del film “Ghost”


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