Primo articolo sulla Via degli Dei: storia, cosa portare e I giorno.

GIORNO 2: Badolo-Madonna dei Fornelli (28 Km circa)

Questa tappa permette, al camminatore, di “sfidare” le prime due divinità lungo il cammino, raggiungendo la cima del Monte Adone e il Comune di Monzuno (Monte Giove). Lo splendido parco eolico del Monte galletto e il piccolo paese di Madonna dei Fornelli completano la II tratta.

LA COLAZIONE DEL B&B NOVA ARBORA

Alla notte segue il giorno, al riposo le fatiche sulla Via degli Dei. Suona la sveglia e per un po’ io e Biolko fingiamo di non sentirla. Poi diventa inevitabile. Bisogna alzarsi e prepararsi, chiudere lo zaino e partire. Prima di lasciare Badolo e il B&B Nova Arbora, ci dirigiamo verso il salone della struttura in modo da concederci la prima colazione della giornata. Mattinata che all’improvviso assume una tinta tutta diversa! Col viso illuminato e l’animo colmo di gioia, prendiamo posto a tavola. Sopraggiungono anche Leo, Lory e Silvia, il loro viso non è altrettanto “luminoso”. Il “ben di Dio” alimentare non è sufficiente per cancellare il pensiero dei 28 Km che ci attendono. Con la testa china iniziamo a riempire abbondantemente i piatti, memori ancora della fame patita il giorno prima. La presenza degli altri ospiti/pellegrini, modera pudore e buon senso. Pane alla curcuma, torte, crostate e marmellate, tutte caserecce. Sapori incredibili al punto tale, da non sembrare terreni; ma qualcosa stava per riportarci sulla Terra: il momento di metterci in viaggio.

https://www.youtube.com/watch?v=fSSYZpB8a3c

IL MONTE ADONE

La seconda tappa inizia, fin da subito, in salita: quella del Monte Adone. Le gambe rispondono bene, il caldo non è ancora asfissiante. Col sorriso sulle labbra, a testa alta, sfidiamo la prima divinità della Via degli Dei e senza particolari difficoltà giungiamo sulla cima del monte. Il panorama sottostante è incredibile! Verde, delle colline toscoemiliane, a perdita d’occhio.

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Foto di rito vicino alla croce della vetta e successivamente ci concediamo un momento di riflessione. Qualcuno valuta addirittura la possibilità di gettarsi dalla rupe, evitando così il lungo chilometraggio della tratta odierna. Altri, invece, ammettono il loro grado di soddisfazione per aver “sconfitto” Adone. Affidiamo a Silvia, l’unica tra noi in grado di battere calligraficamente una gallina, il compito di firmare sul quaderno/registro il nostro passaggio. Il tempo scorre inesorabile, dobbiamo proseguire! Iniziamo la discesa, sembriamo stambecchi. Non so, forse il pane alla “curcuma” o semplicemente il nostro strapotere fisico (poco probabile) ci permettono di scendere dal versante della montagna a una velocità incredibile. Tutto perfetto, anche Silvia tiene il passo. Poi, d’un tratto, una sbarra e un cartello di fronte a noi: “Proprietà privata divieto d’accesso”. Cerchiamo circa un migliaio di scuse per giustificare la presenza di quell’impedimento all’avanzamento. Ovviamente il <<abbiamo sbagliato strada>> giunge solo alla fine. Ma, purtroppo, corrisponde anche a verità. L’umore, fino a questo momento alle stelle, inizia a registrare enormi picchi negativi. Fortunamente siamo costretti a risalire solo per un breve tratto prima di notare il bivio, clamorosamente mancato in precedenza.

BRENTO, LA SECONDA COLAZIONE

Ringraziamo il cielo e proseguiamo fino al tratto asfaltato, qualche passo e giungiamo a Brento. Come per magia appare un bar. È il momento della seconda colazione e onde evitare disguidi, mangiamo due panini. Prosciutto,“mortazza” o salame, del resto la carica proteica per gli sportivi non è mai sufficiente. Un succo, una birra e due chiacchiere; dobbiamo ripartire. Asfalto, asfalto e ancora asfalto. Senza accorgercene maciniamo chilometri su chilometri in direzione di Monzuno. Prima di giungere nel territorio comunale, della seconda divinità sul cammino (Monte Giove), accade l’impensabile. Qualcosa che mai avevo visto prima e mai avrei pensato di vedere in vita mia: Biolko stacca una mora da una pianta e la mangia. Cosa c’è di strano dite voi? Beh lui è campione mondiale di sezionamento “semini d’anguria”, mangia pasta al ragù senza toccare il ragù e vederlo nutrirsi di un frutto selvatico è un fatto incredibile, tra l’altro senza utilizzare amuchina o disinfettanti. Quell’antico saggio aveva proprio ragione: alla fame non si comanda!

MONZUNO

Ora di pranzo, optiamo per qualcosa di sostanzioso, rapido e “indolore”: una pizza. Non pretendiamo nulla di eccelso. Sicuramente il re dell’impasto, mastro pizzaiolo napoletano, non apre attività in questi luoghi sperduti. La fame comunque, giunti a questo punto del cammino, fa apprezzare qualsiasi cosa! Troviamo la pizzeria e ci sediamo nei tavolini esterni che affacciano sulla strada principale del paese. Il proprietario, una persona davvero squisita, prolunga l’orario di apertura solo per sfamarci. Pizza discreta ma molto sottile, di quelle che io consiglio di mangiare con occhiali antinfortunistici onde evitare di essere colpiti, nei bulbi oculari, dalle schegge del “crosticione”. 

IL PARCO EOLICO “MONTE GALLETTO”

Riprendiamo il viaggio con lo stomaco pieno e l’umore nuovamente alto. Almeno per i primi passi, quelli che precedono il palesarsi di una salita impegnativa, di quelle che lasciano il segno. Ora la leggerezza della pizza, entrata nel ciclo digestivo, viene apprezzata sul serio. Una “napoletana” originale avrebbe probabilmente fatto “cadere” la milza a terra. I polpacci di Biolko, sempre loro, permettono all’”androide umano” di salire sulla cima della collina come un camoscio d’alpe, seguito dal resto del gruppo, ansimante come non mai. Ma siamo ancora interi, la Via non ci ha piegati! Passiamo prima davanti alla zona “murales” del Rifugio del Viandante, poi al ripetitore telefonico e infine, dopo un’altra salita, al parco eolico del Monte Galletto, uno dei simboli e punti di riferimento del cammino. 

B&B ROMANI, MADONNA DEI FORNELLI

Questo stupendo punto panoramico rappresenta anche il punto di partenza della dolce discesa, attraverso un’incredibile scenario bucolico, in direzione di Madonna dei Fornelli. Giungiamo finalmente al B&B Romani gestito da Elisa. Una persona incredibile, simpatica e sempre disponibile. Le camerate per saccopelisti sono piene, le stanze private anche. Nessun problema! Ci sistemiamo in una delle tenda, con materassini, sistemate nel giardino.

https://www.instagram.com/p/BHRJTYcjkst/

Doccia rigenerante, laviamo e stendiamo il bucato. Iniziamo a fare conoscenza con gli altri ospiti/pellegrini. Qualcuno, devo ammettere, emerge per una spiccata dose di simpatia/pazzia. Finalmente Elisa ci richiama all’ordine, la cena è in tavola! Tagliatelle col ragù (che stavolta Biolko mangerà), salsiccia (proteica eh) servita con ricotta fresca. Tutto eccellente! Altrettanto eccellente si rivelerà anche la compagnia! La serata, forse complice anche il buon vino, si arricchisce di aneddoti e racconti interessanti che ci portano successivamente a “bere qualcosina” nel pub vicino al B&B. Si fa tardi, nel vero senso della parola (02:00) e decidiamo di ritirarci per deliberare.

Domani sarà un’altra giornata durissima ma, per oggi, è arrivato il momento di salutarci!

Terzo articolo sulla Via degli Dei: III giorno.

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