Il 18 aprile del 2011 Melania Rea fu uccisa nei boschi delle Casermette di Ripe di Civitella in località Colle San Marco con 35 coltellate e poi sfregiata con una siringa.

La donna aveva 33 anni, una bambina piccola, ed era sposata con Salvatore Parolisi, ex Caporal maggiore del Reggimento Addestramento volontari Piceno, condannato a 20 anni di reclusione per l’omicidio della moglie.

Parolisi la tradiva con Ludovica, un allieva di 25 anni. Melania lo sapeva ed aveva messo i due alle strette minacciandoli di far scoppiare il caso dentro l’esercito.

A Parolisi non è stata imputata l’aggravante della premeditazione in quanto secondo i giudici della Cassazione l’omicidio sarebbe avvenuto con dolo d’impeto.

La bambina che ora ha 11 anni vive con i nonni materni a cui è stata affidata.

Parolisi, che si è sempre dichiarato innocente, in carcere cerca di riscattarsi. Oggi ha 42 anni, sta partecipando ad un programma di recupero presso la Casa Circondariale di Bollate e si distingue per la condotta esemplare.

In carcere lavora come centralinista, si è diplomato perito agrario ed ora è iscritto a Milano alla facoltà di giurisprudenza. Sembra che il suo obiettivo sia potersi difendere da solo e dimostrare la sua innocenza.

L’uomo ha riscoperto l’amore con una coetanea. Già da tre anni la sua donna va a trovarlo puntualmente in carcere. I due si sono conosciuti quando lui era recluso nel carcere di Pavia.

Secondo quanto previsto dalla legge, Parolisi può lasciare il carcere per motivi di studio o professionali per un tempo che può andare da un’ora fino a 15 giorni consecutivi, purché non superi i complessivi 45 giorni l’anno. 

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Crediti foto: Salvatore_Parolisi/Instagram


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