“Teheran e Washington potranno cambiare completamente la situazione e avviare un nuovo cammino in tutti i campi”. Queste le parole di Hassan Rouhani, presidente della Repubblica Islamica di Iran, che spera, con l’insediamento del nuovo presidente statunitense Joe Biden, di riprendere i rapporti pacifici che si erano prefigurati sotto l’amministrazione Obama, con cui il paese mediorientale aveva firmato i famosi accordi sul nucleare.

Questo, nonostante le parole molto scettiche di pochi giorni fa dell’Ayatollah Ali Khamenei, che aveva definito le sanzioni imposte dall’amministrazione Trump “un’amara realtà e un crimine degli Stati Uniti e dei loro alleati europei. Quindi – aveva concluso -non possiamo sperare in loro, perché sono ostili nei nostri confronti. Tenere colloqui con questi paesi non darà frutti”.

Un passo avanti molto importante, che creerà sicuramente collisioni interne tra i capi iraniani. L’attuale presidente, infatti, ha affermato chiaramente che le politiche di Biden potranno eliminare i problemi generati da Trump, in netto contrasto con quanto detto da Khamenei.

Nel 2018 infatti il presidente americano Donald Trump aveva imposto nuove sanzioni contro l’Iran e i paesi che raggiungevano accordi commerciali con la repubblica islamica, creando ulteriori tensioni nel paese dopo i raggiunti accordi sul nucleare.

Queste sanzioni prevedevano, oltre a un aumento dei prezzi, il divieto di vendita di velivoli all’Iran, che ha causato nel paese diversi incidenti portando alla morte di migliaia di persone. 

La commissione europea si era schierata contro alle nuove sanzioni trumpiane, di fatto rifiutandole e incrinando anche i rapporti con gli alleati d’oltreoceano.

 

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Foto: LaPresse

TAG:
Iran Stati Uniti

ultimo aggiornamento: 26-11-2020


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