Fabrizio Corona è tornato ai domiciliari dopo un mese di carcerazione e a nulla erano valse le minacce (nemmeno tanto velate dato che si era tagliato le braccia con una lametta ndr.) di togliersi la vita in nome della verità, ed evitare che gli agenti lo ammanettassero dinnanzi a mamma Gabriella che piangeva disperata.

Corona, trasportato in primis nel reparto di psichiatria e poi in cella, aveva anche tentato la sciopero della fame e della sete pur di ottenere il personale diritto di tornare a casa viste le relazioni mediche negative a suo carico. Ieri, invece, è stata accolta, da parte del Tribunale di Sorveglianza, la richiesta dei difensori di sospendere l’esecuzione del provvedimento in base al quale nelle scorse settimane gli era stato revocato, a causa di una serie di violazioni delle prescrizioni, il differimento pena a lui concesso nel dicembre 2019 per una patologia psichiatrica.

Su Instagram, l’avvocato Chiesa, ha spiegato che la revoca c’è stata perché è stato riconosciuto il grave errore commesso in precedenza a danno della salute mentale di Fabrizio Corona e la necessità che questi torni a casa in cura. Nello stesso tempo, Chiesa, ha promesso che quanto accaduto in questi anni al suo assistito non venga dimenticato e farà in modo che certi errori non possano più gravare nei confronti di altri soggetti.

 

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Crediti Foto: fabriziocoronareal/Instagram

TAG:
Fabrizio Corona Ivano Chiesa scarcerazione

ultimo aggiornamento: 16-04-2021


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