Diletta Leotta è ancora una volta al centro del chiacchiericcio per aver offeso il giornalismo gossip definendolo “spazzatura” in seguito ad uno scoop che riguardava lei ed il vice-presidente della Roma Ryan Friedkin smentito categoricamente dalla giornalista di DAZN.

La Leotta, infatti, in un lungo post sui social, si lamentava del fatto che venisse messa in dubbio l’autenticità del suo amore con Yan Caman e si interrogava sul perché una donna non potesse avere amici, ma sempre e solo amanti facendo ovviamente riferimento all’amicizia con Friedkin.

Il settimanale OGGI, però, ha pubblicato la foto del bacio tra lei ed il vice-presidente della Roma smentendo a sua volta, di fatto, le dichiarazioni della giornalista. Nella foto che risale al 20 Dicembre scorso si vede chiaramente che tra i due ci sia un’attrazione confermando quindi che la love story con l’attore turco fosse solamente una montatura a favore di click e pubblicità.

IL BACIO TRA DILETTA LEOTTA E RYAN FRIEDKIN SU OGGI

Tra i tanti commenti al veleno che sono scaturiti da questa faccenda ce n’è uno che colpisce più di tutti che è quello fatto da Paolo Bargiggia, giornalista sportivo ed in qualche modo collega della Leotta. Bargiggia, attraverso il sito personale, non ci è andato giù leggero ed ha attaccato duramente Diletta:

“La signorina Diletta Leotta che si lamenta per l’invasione dei media sulla sua vita privata fa ridere più delle comiche di Stanlio e Ollio. O di Ridolini per chi preferisce un genere diverso. Un post su Instagram per dire che in giro “c’è del giornalismo-spazzatura che pratica il gossip-veleno con i fotografi sotto casa e in scooter dietro ogni mio spostamento…”. Ma dice davvero? Cara Diletta, forse non lo sa ma il giornalismo spazzatura, purtroppo non è solo quello gossiparo; ma anche quello che in questi anni ha permesso a persone con poca preparazione come Lei di diventare, alla velocità della luce, conduttrici di punta di programmi sportivi nazionali. Quel giornalismo-spazzatura e io aggiungo anche tanto cialtrone che, se hai un bel dècolletè e fai le pose ammiccanti nelle storie su Instagram ti fa lavorare a discapito di quelle con più talento che però non sono così telegeniche. Fuori di ipocrisia, la storia del giornalismo sportivo televisivo in Italia degli ultimi decenni è piena di queste storie. Potrei fare un elenco lungo come la guida del telefono ma ovviamente preferisco evitare. Solo che a me queste storie piene di ipocrisia e falsa morale non piacciono. Però, per onestà intellettuale, sia chiara una cosa: della modalità tutta curve e sorrisi non è stata certo Lei l’unica a beneficiarne. Ma una cosa mi manda particolarmente in bestia: nell’ambiente, tutti sanno ma nessuno dice. Oppure: tutti sanno ma nessuno interviene per cambiare il corso delle cose e far tornare un po’ di meritocrazia in questo benedetto mestiere. A me, tanto per essere chiari, della Leotta come fenomeno mediatico frega zero. Uno, perché professionalmente non mi trasmette e non mi insegna nulla. Due, perché della sua presunta bellezza non me ne frega niente. Anzi, per me, ad essere sincero, non è nemmeno tanto bella e il mio prototipo di bellezza al femminile è totalmente diverso. Adesso, la Leotta che fa la vittima quando fino a ieri ha cavalcato in pieno per fama e successo le dinamiche del giornalismo-gossip, mi dà un fastidio bestiale. Ritengo Lei e quelle come lei un freno a mano sulla strada del ritorno a valori profondi, educativi e impegnati, contro superficialismo e stupidità; cose che che dilagano tra le nuove generazioni. Adesso che probabilmente alla signorina Diletta qualcuno ha detto che stava esagerando con un’esposizione mediatica in stile Belen Rodriguez prima maniera, ha avuto un sussulto e si è preoccupata. Solo che lo ha fatto attaccando chi scrive ogni giorno su di Lei. La Gazzetta dello Sport e Calciomercato.com, tra i tanti, un giorno si e l’altro pure ci fracassano gli zebedei con la Leotta che si allena, con il look della Leotta che “infiamma il web” ecc ecc. Insomma, cose da pippaioli del web. Se la signorina Leotta non avesse voluto un’esposizione mediatica da sfruttare per alzare in suoi compensi professionali, specie ad inizio carriera, avrebbe scelto da sempre il low profile come fanno tante altre giornaliste ( capaci) magari anche più avvenenti di lei. Perché non è certo una colpa essere belle; ma è una colpa voler fare la giornalista, la influencer, la showgirl, la presentatrice, la bordocampista, l’intervistatrice e chissà cos’altro veicolando ogni giorno un’immagine di sè pruriginosa e forse ingannevole nei contenuti e nei messaggi”.

In chiusura, Bargiggia, ha preso come esempio un’altra collega come Federica Masolin, spiegando come non sia necessario mostrare la vita privata se si è brave e professionali:

“Esempio per far capire a tutti quello che dico: prendete la bella e preparata Federica Masolin di Sky. Avete mai letto dei suoi eventuali fidanzati, dei suoi flirt o visto video dei suoi squat con la tutina fascia glutei? Non credo proprio. Quindi, cara Leotta, se vuole fare la giornalista e non la velina inseguita dal gossip, basterebbe scegliere un profilo diverso. Solo che Lei scrive che, la libertà di scegliere i propri comportamenti è un diritto insindacabile. Giusto. Ma anche quella di scegliere che tipo di giornalismo gossiparo fare, sempre ovviamente nel rispetto delle regole e della legge è una libertà insindacabile. Oppure, visto che Le ha sempre fatto gioco una super esposizione mediatica, adesso non faccia tanto la morale a quel mondo di mezzo che ha sempre cavalcato e che Le ha portato fama e soldi. Si scandalizza perché Le hanno affibbiato un nuovo flirt con Friedkin junior e non è vero? Intanto, se ogni storia sentimentale che ha vissuto (Mammì, ex ad di Sky, Scardina, pugile famoso e l’attore Can Yaman quelli conosciuti ai più) diventa una roba da gossip planetario è solo colpa Sua; il low profile e la discrezione non hai mai saputo cosa volessero dire. Ripeto, di certe giornaliste belle e famose nessuno sa niente. Adesso che qualcuno, forse, Le ha tirato le orecchie (l’ultimo boyfriend?) si scandalizza e accusa la stampa gossipara. Prima la usa e poi la accusa? I click e le visualizzazioni, evidentemente sono sempre interessati anche a Lei. Fossi al suo posto, prima di diventare la replica bionda e meno attraente (va a gusti ovviamente) della triste e tragica Belen, farei di tutto per spegnere in fretta i riflettori, magari decidendo di imparare a fare bene un mestiere in modo tale che in futuro si possa parlare di Lei anche per meriti professionali e non solo per i suoi scatti bollenti”.

Non fa una piega.

 

Segui OA PLUS su INSTAGRAM

Metti “Mi piace” alla PAGINA OA PLUS

Iscriviti al GRUPPO OA PLUS

 

 

Crediti Foto: AP/LaPresse

 


Michael Collins, addio a uno degli astronauti dell’Apollo 11

Ddl Zan calendarizzato, le reazioni delle celebrità