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Sanremo History. Vorrei cantarti fra cent’anni: Mia Martini “Imbattibile” vince contro Lucio Dalla. “Almeno tu nell’universo” in semifinale. Le sfide di domani

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Sanremo history: mia martini vince su Lucio dalla e va in semifinale

Scopriamo chi vince la seconda sfida dei quarti di finale di “Vorrei cantarti fra cent’anni”  tra Mia Martini e Lucio Dalla

Il contest sanremese di OA Plus giunge finalmente ala fase dei quarti di finale. Dopo tante sfide a colpi di canzoni, Vorrei cantarti fra cent’anni continua e vede in gara ancora otto storici brani del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Dopo la prima sfida tra Minghi e Grignani, salgono sul palco per noi due “angeli” della musica italiana: Mia Martini e Lucio Dalla.

SFIDANTE | MIA MARTINI

Almeno tu nell’universo è tra le canzoni più amate della mai dimenticata Mia Martini; e azzarderemmo dire che è anche la più amata del suo repertorio sconfinato. Ce ne siamo accorti anche grazie al nostro contest, dove ha sbaragliato con agilità e senza sforzo altri grani artisti nazionali, quali Patty Pravo, Simone Cristicchi ed Elisa con Luce (tramonti a nord est).

Questo perché la canzone che canta “la gente è strana, prima si odia e poi si ama” rappresenta un momento molto importante e speciale per Mimì. Infatti l’interprete calabrese dopo il debutto del 1971 con Non finisce mica il cielo, dopo anni di malelingue e ostracismo da parte di addetti ai lavori e colleghi, torna finalmente a calcare il palco del Teatro Ariston a Sanremo 1989 con a magica Almeno tu nel’universo.

Parliamo di una canzone speciale e “magica” in tutti i sensi. Infatti il brano sembra destinato sin dall’inizio, in modo fatidico, proprio a lei. Scritta nel 1972 da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio, nello stessa settimana di Piccolo Uomo, il brano venne depositato soltanto nel 1979 e rimase chiuso in un cassetto fino al 1989.

Bruno Lauzi aveva scritto quella melodia pensandola proprio per Mimì. In quegli anni era impegnato come cantautore, ma Lauzi ha sempre vissuto di queste “contraddizioni”: amava scrivere brani per altri artisti e non disdegnava interpretare canzoni scritte da altri autori/cantautori. Nota è la collaborazione all’inizio degli anni ’70 con la coppia Mogol-Battisti da cui sono nate canzoni come Mary oh Mary, E penso a te, L’aquila e Un uomo che ti ama.

Col botto è il debutto da autore. Infatti Lauzi esordisce firmando nientepopodimeno che una canzone per Giorgio Gaber, Bella del 1960. Il grande successo arriva però con la scrittura di canzoni come Ritornerai, Ti ruberò, Margherita, Viva la libertà, e Il poeta. Quest’ultimo brano è considerato il manifesto della famoso “scuola genovese” e fu reinterpretata anche da Gino Paoli. Nel suo curriculum artistico, anche una partecipazione al Festival di Sanremo nel 1965.

Maurizio Fabrizio, invece, è uno degli autori più proficui della musica italiana e ovviamente del nostro amato Festival. Autore abruzzese, compositore, arrangiatore e più chi ne ha più ne metta, ha scritto per tantissimi grandi della musica italiana: da Renato Zero a Ero Ramazzotti, passando per Antonello Venditti, Patty Pravo e Ornella Vanoni; solo per citarne alcuni.

L’autore di Almeno tu nell’universo che, diciamocelo, avrebbe meritato la vittoria in quel Sanremo, è il quinto autore più presente al Festival con ben 34 canzoni approdate in gara. Con queste ha conseguito anche due vittorie con Storie di tutti i giorni di Riccardo Fogli (1982) e Sarà quel che sarà di Tiziana Rivale (1983).

Tornando ad Almeno tu nel’universo, Il brano era stato proposto dalla casa discografica ad un’ancora sconosciuta Mietta, che rifiutò di interpretarlo, lasciandolo così alla Martini che ne farà oltre che un grande successo, una vera e propria pietra miliare della musica italiana. In gara il brano si classificò nono. A vincere è Ti lascerò di Oxa e Leali, ma Almeno tu nell’universo guadagnerà il Premio della Critica che oggi è nominato proprio a Mia.

SFIDATO | LUCIO DALLA

Dopo il debutto con Pafff…bum! DEL 1967), Lucio Dalla gareggia a Sanremo 1972 per la sua quarta volta con l’emozionante Piazza grande.

La canzone, che rappresenta la fine della prima fase artistica del “cantante dal berretto d’oro” (così lo soprannomina Mike Bongiorno a Sanremo), racconta di un barbone bolognese realmente esistito. Il testo vede le firme di Gianfranco Baldazzi e Sergio Bardotti, mentre per la musica quella dell’amico Rosalino Cellamare in arte Ron.

Baldazzi dopo una parentesi da attore diventerà uno degli autori più conosciuti della musica italiana. Storico della canzone, ha avviato una lunga e proficua collaborazione artistica con Dalla e Ron, ma ha scritto anche per altri grandi come Gianni Morandi, Fiorella Mannoia, Curreri e Eduardo Vianello. 

Altro grande autore italiano è Sergio Bardotti, che dopo aver provato la carriera da cantante si è poi specializzato soprattutto come autore e paroliere. Tantissime sono le sue canzoni e altrettanti le collaborazioni con grandi della musica nazionale. Fra i maggiori autori di canzoni di musica leggera degli anni sessanta, ha scritto per Rita Pavone, Mina, Wilma Goich, Sergio Endrigo, Patty Pravo, Enzo Jannacci, Massimo Ranieri, Sergio Cammariere e chi più ne ha più ne metta. 

Nata come motivo di genere country, nelle lavorazioni successive con arpeggi di chitarra acustica e strumenti a plettro cambia e si avvicina molto al fado; genere popolare del Portogallo. Il motivo, inoltre, somiglia molto ad un brano del 1968, Vou Dar de Beber à Dor, cantato dalla cantante portoghese Amália Rodrigues.

Ancora una volta, la casa discografica vorrebbe far cantare il pezzo a Gianni Morandi, ma Lucio Dalla fa di tutto per cantarla lui e portarla al Festival, riuscendoci. Tra l’altro la casa discografica avrebbe voluto titolare il brano “Canal grande” e non “Piazza grande” come poi è passata alla storia. Il titolo fa credere che si tratti di Piazza Maggiore a Bologna, ma c’è anche una versione sostenuta da alcuni per cui in realtà si tratterebbe della più piccola e raccolta Piazza Cavour, sempre a Bologna, che presenta tutti gli elementi citati nel testo.

Con il titolo che omaggia la meravigliosa Bologna, la canzone di Dalla raggiunge l’ottavo posto i classifica con 89 preferente. A vincere, con 343 voti, sara il cantautore foggiano Nicola di Bari che vince per la seconda.

ESITO | SFIDA 2

Una sfida a dir poco grandiosa tra due protagonisti assoluti della musica italiana. A vincere, però, è Mia Martini. Con Almeno tu nell’universo si aggiudica, quindi, la seconda sfida degli ottavi di finale, mentre Piazza grande e Lucio Dalla devono abbandonarci.

COMMENTI | GIURIA

Timothy Cavicchini: “Piazza grande”. Vince di un soffio, due artisti così in sfida, sacrilegio!!

Alberto Barina: “Almeno tu nell’universo” è una “cosa” imbattibile.

Ugo Stomeo: Una delle sfide impossibili del contest! Dovendo scegliere preferisco il diamante dell’accoppiata Bruno Lauzi-Maurizio Fabrizio!

VOTI | GIURIA

Almeno tu nell’universo: 22 (Michele Monina, Andrea Direnzo, Silvia Anglani, Mattia Ottavio Sammarco, Frank Nemola, Giovanni Cirfiera, Roberta Faccani, Marcello Romeo, Alberto Barina, Claudio Stefani, Antonio Toni, Cecilia Leo, Claudio Bolognesi, Roberto Santangelo, Claudia Casciaro, Emily De Salve, Enrcio Spada, Margherita Ventura, Francesca Amodio, Daniela Pedali, Ugo Stomeo, Juary Santini).

Piazza grande: 6 (Maurizio Meli, Federico Stefani, Giacomo Fronzi, Roberto Costa, Timothy Cavicchini, Andrea Butera).

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THE WINNER IS…

LE SFIDE DI DOMANI

Domani, 03 febbraio 2020, continuano i quarti di finale di “Vorrei cantarti fra cent’anni” con due nuove sfide:

Chi vincerà le prossime sfide di “Vorrei cantarti tra cent’anni”? Continuate a seguire QUI su OA Plus per scoprirlo!!

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