“Vorrei cantarti fra cent’anni”: il contest di OA Plus per decretare la canzone delle canzoni di Sanremo. Si parte con le prime due sfide!

La nuova edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo si avvicina a spasso spedito. Quest’anno la kermesse musicale nostrana compie ben settanta anni e noi di OA Plus abbiamo deciso di ripercorrere le 69 edizioni precedenti e la storia di Sanremo, attraverso il contest “Vorrei cantarti fra cent’anni” per riascoltare le “canzonette” più belle del nostro amato Festival e decretare, così, quella che sarà la canzone delle canzoni sanremesi.

In attesa di Sanremo 2020, condotto e diretto da Amadeus, In gara ci saranno ben 64 brani musicali (tratte da 70 edizioni del Festival): metà interpretate da cantanti uomini e metà da cantanti donne. I brani partecipanti– scelte da Ugo Stomeo, critico musicale e direttore di OAPlus – saranno confrontate in un duello diretto, l’una contro l’altra. A decretare di giorno in giorno la canzone vincitrice sarà la redazione di OAPlus assieme ad una scoppiettante Giuria “speciale”, composta da musicologi, esperti musicali, giornalisti, attori e cantanti.

Nella prime due sfide vedremo a confronto grandi protagonisti della musica italiana e non solo, ovvero: Umberto Bindi con i New Trolls, i Pooh, Giorgia e Dionne Warwick.

Prima sfida: “Letti” di Umberto Bindi & New Trolls VS “Uomini soli” dei Pooh

La prima sfida vedrà protagonisti Umberto Bindi con i New Trolls in gara al Festival di Sanremo del 1996 con il brano “Letti”, e i Pooh con l’evergreen “Uomini soli”, presentata invece nel 1990.

Letti  di Umberto Bindi e New Trolls – Sanremo 1996

Con Letti, brano scritto dal cantautore genovese con Renato Zero, Bindi torna sulle scene musicali dopo undici anni di attività in featuring con i New Trolls. Il brano, all’epoca incompreso, si classificò esattamente all’ultimo posto. Oggi quella canzone di 23 anni fa è stata rivalutata e ha acquistato valore, attestandosi come uno dei brani più belli, delicati e ricchi di sensibilità di quell’edizione del Festival.

Uomini Soli dei Pooh – Sanremo 1990

Sei anni prima al Festival di Sanremo si presentano i Pooh con quello che poi è diventato il brano vincitore di quell’edizione e uno dei pezzi più amati del repertorio della storica band italiana. Uomini soli, firmato da Roby Facchinetti e Valerio Negrini, conseguì la vittoria finale, lasciandosi alle spalle altre due grandi hit come Gli amori di Toto Cutugno e Vattene amore di Amedeo Minghi e Mietta. Curioso notare che quell’anno in gara c’era anche l’ex Pooh Riccardo Fogli, che cantò Ma quale amore.

La canzone venne presentata sul palco dell’Ariston anche in versione inglese, come prevedeva il regolamento, interpretata da Dee Dee Bridgewater e con il titolo Angel of the night.

Seconda sfida: “Di Sole e d’Azzurro” di Giorgia VS “La Voce del Silenzio di Dionne Warwick

La seconda gara nel nostro contest mette a confronto due grandi voci femminili, una italiana e una internazionale, con altrettanti grandi brani. Si tratta di pezzi super cantanti nel corso di questi anni e rimasti indelebilmente nella nostra memoria: la soave “Di Sole e d’azzurro” e l’iconica “La Voce del Silenzio”. Scegliere è a dir poco impossibile, ma solo un brano passerà alla fase successiva. Quale sarà il vincitore?

Di Sole e d’Azzurro di Giorgia – Sanremo 2001

Giorgia è stata ed è tutt’oggi una delle voci più belle e potenti del panorama musicale italiano. Se i suoi brani hanno avuto fortuna altalenante, con cose riuscitissime e cose meno, Di Sole e d’azzurro rappresenta senza dubbio uno delle pietre miliari della sua discografia. Il brano, scritto per l’interprete romana da Zucchero Fornaciari con Matteo Saggese e Mino Vergnaghi, al Festival del 2001 si classificò al secondo posto, superata sola dall’esordiente Elisa con un altro brano fortissimo, sempre in parte firmato da Zucchero; stiamo parlando di Luce (tramonti a nord est).

Entrambi risultano tra i brani più belli scritti negli ultimi anni. Di Sole e d’Azzurro, però, è anche uno dei brani più raffinati e difficili da eseguire di Giorgia, che quando lo canta può mettere in mostra tutta la sua estensione vocale e il talento nei cosiddetti virtuosismi.

“La Voce del silenzio” di Dionne Warwick – Sanremo 1968

Quando si pensa a La Voce del Silenzio, grande classico della canzone nazionale, si pensa subito alla grande Mina e alla sua magistrale e personalissima versione di questo brano. In molti forse non sanno, però, che questa canzone (scritta da Paolo Limiti, Mogol ed Elio Isola) fu presentata proprio a Sanremo, nel ’68, nella doppia interpretazione di Tony Del Monaco e Dionne Warwick; cantautrice statunitense e diva della musica soul che quell’anno accettò di gareggiare nel nostra kermesse musicale.

La voce del silenzio, di cui l’inizio della melodia corrisponde al tema principale del preludio in Do minore del secondo volume del Clavicembalo Ben Temperato di Johann Sebastian Bach, si classificò al 14° posto con 28 voti ricevuti. Dionne Warwick la incise poi anche in inglese con il titolo di Silent Voices.

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