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Sanremo

Sanremo 2026, pagelle e voti della prima serata. Conti veloce e preciso, Pausini “voce calda”, Yaman “Sandokan zarro”

Ecco come se la sono cavata i protagonisti di questa 76esima edizione del Festival di Sanremo nella prima serata

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Crediti @contechristino X

La prima serata del Festival di Sanremo 2026, la 76ª per la precisione, si è conclusa nella notte tra il 24 e il 25 febbraio con l’esibizione di tutti e 30 i Big in gara. Condotta da Carlo Conti con la co-conduzione di Laura Pausini e l’aiuto scenico di Can Yaman, la serata ha visto anche gli interventi di Olly (con “Balorda nostalgia”), Tiziano Ferro e un omaggio alla longevità con Gianna Pratesi (105 anni ndr.) per gli 80 anni della Repubblica. La gara è stata votata esclusivamente dalla Giuria della Sala Stampa, TV, Radio e Web, che ha espresso preferenze da 1 a 10. Carlo Conti ha comunicato solo le prime cinque posizioni in ordine casuale (senza classifica precisa):
Ditonellapiaga, Fulminacci, Serena Brancale, Arisa, Fedez & Masini.

Di seguito le pagelle della prima serata.

Carlo Conti (conduttore principale)
Voto medio: 7.5–8
Impeccabile come sempre nella conduzione: veloce, preciso, ha tenuto i tempi stretti nonostante la maratona di 30 esibizioni (chiusura intorno all’1:30). Esperto navigatore dell’Ariston, gestisce bene transizioni e omaggi (Baudo e Vessicchio su tutti). Qualche critica per fretta eccessiva nei momenti più toccanti, ma resta il collante solido della serata.

Laura Pausini (co-conduttrice)
Voto medio: 7–8 (con picchi a 8.5 in alcune pagelle)
Al debutto come co-conduttrice, si è messa in gioco con umiltà e simpatia. Momento clou: la gag ironica con Can Yaman (canzone turca + riferimento alla “farfallina” di Belen), che ha strappato risate genuine e alleggerito la serata. Voce calda nei saluti e negli annunci, presenza scenica elegante. Qualcuno nota un po’ di imbarazzo iniziale e battute forzate, ma complessivamente ha conquistato per spontaneità e leggerezza. “Divina e divertente”, “si è presa il palco con naturalezza”.

Can Yaman (co-conduttore)
Voto medio: 5.5–6.5
Ingresso da Sandokan (sigla storica + incontro con Kabir Bedi), look total black con camicia slacciata e olio abbondante che ha diviso: per alcuni “zarro” o “Er Monnezza”, per altri iconico e divertente. Gag con Pausini simpatica, ma presenza limitata e un po’ macchiettistica. Funziona come elemento di leggerezza internazionale, ma non incide profondamente. Sul palco strappa applausi per carisma fisico.

Olly (apertura + performance “Balorda nostalgia”)
Voto medio: 7.5–8
Apre il Festival da vincitore uscente: emozionato, ma convincente. Brano radiofonico e positivo, standing ovation meritata. Momento fresco dopo l’omaggio a Baudo. “Energia giusta per partire col botto”, promosso a pieni voti per carisma giovanile.

Tiziano Ferro (super ospite)
Voto medio: 8.5–9.5 (picco più alto tra gli ospiti)
Medley da antologia (da “Xdono” a “Ti scatterò una foto”, fino a “Sono un grande”), voce potente e controllata, emozione palpabile
 . Inizia a cappella, infiamma l’Ariston come un concerto personale. Interazione tenera con Pausini (“Bentornato a casa”). Momento memorabile, autentico e toccante. “Dominante”, “incanta”, “il vero highlight della serata”.

Gianna Pratesi (omaggio agli 80 anni della Repubblica)
Voto medio: 9–10 (per l’impatto simbolico)
Centenaria tra le prime donne a votare nel ’46: presenza commovente, standing ovation. Peccato per la gaffe grafica (“Repupblica”) che ha scatenato meme virali, ma il messaggio di longevità e memoria arriva forte. “Immensa”, “momento da brividi”.

Il livello generale delle canzoni della serata è apparso medio-basso, con alcuni picchi di energia e diverse ballad molto tradizionali.

Ditonellapiaga – Che fastidio!
Voto medio: 8
Brano elettropop urticante e ironico, lista di lamentele snocciolata con ritmo ipnotico e presenza scenica fortissima (ballerini, occhiali, attitude). Per molti la vera scintilla pop della serata. Qualcuno ha criticato l’equalizzazione troppo da club, ma resta tra i più convincenti.

Michele Bravi – Prima o poi
Voto medio: 6.5–7
Eleganza vocale indiscussa, ballad intima sul lutto amoroso. Pezzo raffinato ma un po’ “antico” e prevedibile. Applausi convinti, ma non incendia.

Sayf – Tu mi piaci tanto
Voto medio: 7.5–8
Freschezza, mani che battono fin dal primo secondo, energia positiva. Uno dei momenti più solari e radiofonici della serata.

Mara Sattei – Le cose che non sai di me
Voto medio: 6.5
Buona interpretazione, ma canzone non memorabile al primo ascolto live.

Dargen D’Amico – AI AI
Voto medio: 6.5
Testo intelligente e flow sempre valido, ma non decolla come ci si aspettava.

Arisa – Magica favola
Voto medio: 7–7.5 (con picchi a 8)
Ballad fiabesca in stile Frozen, interpretazione sentita e vocale potente. A sorpresa tra le più votate dalla stampa.

Tommaso Paradiso – I Romantici
Voto medio: 7
Ballad dedicata alla figlia, finalmente una canzone vera dopo tanto chiacchiericcio pre-festival. Emotività che arriva.

Patty Pravo – Opera 
Voto medio: 7–7.5
Piena di grazia, classe eterna, standing ovation meritata.

Fulminacci – Stupida sfortuna
Voto medio: 7.5–8
Tra i più apprezzati dalla critica e dalla sala stampa. Ironia, melodia efficace, personalità.

Fedez & Masini – Male Necessario
Voto medio: 6.5–7
Coppia anomala che ha funzionato meglio del previsto. Applausi e sorpresa nella top 5 della stampa.

Serena Brancale – Qui con me
Voto medio: 8–9 
Eleganza jazz-soul, arrangiamento curatissimo, sorella all’orchestra. Per molti la performance vocalmente più impressionante.

Sal Da Vinci – Per sempre sì
Voto medio: 4–5
Vetusto neomelodico, poco innovativo, tra i più criticati.

Ermal Meta – Stella stellina
Voto medio: 5
Sottotono rispetto alle aspettative.

Chiello / LDA & Aka7even / Gassman 
Voto medio variabile 6–7.5
Poesie clandestine (LDA & Aka7even) tra i più energici in chiusura, ma la serata si è trascinata fino all’1:30 circa.

Considerazioni generali

Una prima serata lunga e faticosa, con troppe ballad lente e pochi momenti davvero memorabili. I picchi di gradimento sono andati a proposte più ironiche, ritmate o interpretativamente potenti (Ditonellapiaga, Serena Brancale, Fulminacci, Sayf). La top 5 della stampa conferma che la sala ha premiato soprattutto originalità e impatto live più che la pura melodia classica sanremese. La conduzione Conti-Pausini-Yaman ha funzionato come un trio equilibrato: esperienza + emozione + appeal internazionale. La Pausini ha sorpreso in positivo per ironia e umanità, Conti garantisce solidità, Yaman aggiunge pepe (e un po’ di trash). Gli ospiti hanno alzato il livello: Olly dà freschezza iniziale, Tiziano Ferro regala il picco emotivo della serata, l’omaggio a Pratesi tocca corde profonde. In una prima serata musicalmente medio-bassa, sono stati proprio loro a tenere alta l’attenzione e a regalare i momenti più ricordati.

La vera gara parte ora: stasera (seconda serata) si alzerà il livello? Vedremo se i brani “da secondo/terzo ascolto” riusciranno a ribaltare le prime impressioni. Intanto, la musica è ripartita.

Buona continuazione Festival!

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